
Lewandowski non chiude ai sogni di Juve e Milan: "Nulla da dire sul mio futuro"
L'attaccante del Barcellona è in scadenza con i catalani nel prossimo giugno ed è nel mirino delle due squadre italiane

Robert Lewandowski, intervistato da Sportweek, ha parlato del suo futuro, non dando indizi su quello che potrà succedere a giugno, quando scadrà il suo contratto con il Barcellona. Milan e Juventus sperano di portarlo in Serie A a parametro zero: "Sinceramente oggi non c’è niente da dire. E sono sincero, eh. L’obiettivo è arrivare a fine stagione col maggior numero possibile di vittorie, gol e titoli, poi vedremo. Non ci penso e non ho deciso, al momento non è una priorità". L'attaccante polacco ha avuto vari incroci con il calcio italiano, l'ultimo nello scontro in semifinale tra Barça e Inter, il primo quando stava andando al Genoa: "Abbiamo imparato tanto da quella doppia sfida. Abbiamo segnato sei gol ma ne abbiamo presi sette ed è chiaro, non può essere, c’è qualcosa che non va. Non abbiamo perso per merito dell’Inter ma per colpa nostra. Ripeto, ci è servito di lezione. Nel 2010 ero ancora in Polonia e stavo per passare al Borussia Dortmund. Il Genoa voleva acquistarmi, così mi invitarono a una partita contro la Sampdoria. Ero curioso di vedere com’era il club, lo stadio, l’ambiente, e anche per essere corretto con chi aveva mostrato interesse per me venni ad assistere al derby a Marassi. È stata l’unica volta che ho avuto a che fare con una squadra italiana".
Lewa ha poi parlato della sua situazione al Barcellona, dove si trova a fare da chioccia a giovani dall'avvenire assicurato: "Io e i miei compagni siamo di generazioni diverse, ma per me è stato abbastanza facile capirli e rapportarmi con loro. Però il processo per funzionare deve essere a doppio senso, anche loro dovevano capire come sono e chi sono. Flick ha trovato una squadra molto, molto giovane e ha lavorato per trovare la formula migliore, per imporre il suo gioco in una realtà particolare, adattandosi e facendoci adattare, ha a disposizione giocatori che possono decidere una gara in ogni momento, ma che possono ancora migliorare e crescere. Il processo di amalgama è stato veramente interessante. Il calcio non è solo puro gioco e divertimento come quando sei nella cantera, hanno dovuto capire che bisogna lavorare duro per evitare di conquistare partite e titoli una volta sola ma per creare una mentalità vincente che duri nel tempo. Per farlo, il talento di base non è sufficiente. Ci vogliono sacrificio e continuità, e per questi ragazzi è stato duro un po’ come era stato duro per me il passaggio dalla Polonia alla Germania, dove trovai compagni abituati a lavorare sodo, a essere sempre concentrati, tosti", ha concluso Lewandowski.