bufera arbitri

Inter e l'ombra del caso Bastoni: il sospetto del club dietro i torti arbitrali

L'Inter teme un "vento mediatico" avverso dopo il caso Bastoni-Kalulu. Dal rigore di Ricci agli episodi con l'Atalanta: ecco perché il club ha scelto il silenzio stampa

di Stefano Fiore

Due ore negli spogliatoi: l'Inter è uscita da San Siro solo verso le 19, quando la partita con l'Atalanta era terminata già da un bel po' ma la rabbia era tutta meno che sbollita. Il silenzio tenuto davanti ai microfoni, per evitare ulteriori tensioni e magari dichiarazioni passibili di squalifica (in casa nerazzurra avranno pensato: "La beffa oltre il danno? Anche no") visto che già si andrà a Firenze senza Chivu espulso in campo, ha fatto da contraltare alle rimostranze verso Manganiello di tutti, dai giocatori ai dirigenti, nella pancia dello stadio.

Silenzio stampa Inter: la strategia di Marotta dopo il caos Manganiello -

 Parole e frasi comprensibilmente dai toni esasperati ma che sono restate nel confine della civiltà, scrive La Gazzetta dello Sport. Giuseppe Marotta chiede e ottiene un confronto con la squadra arbitrale: "garbato" e durato una mezz'oretta scrive la Rosea. In seguito i dirigenti hanno stabilito il silenzio stampa come strategia comunicativa.

Il timore della capolista: il "caso Bastoni" condiziona gli arbitri? -

 Il sospetto, o per meglio dire la paura, dell'Inter è che dietro i tre episodi (Ricci nel derby, Sulemana-Dumfries e Scalvini-Frattesi ieri) ci sia il peso mediatico di tutte le parole spese contro Alessandro Bastoni nel caso Kalulu contro la Juventus. Un vento che può influenzare, anche indirettamente, la classe arbitrale quando deve arbitrare la capolista.