LE SDOTTORATE

I digiuni di Pulisic e Thuram e la marcia trionfale di DDR

Spunti e curiosità della 29a giornata

di Matteo Dotto
© Getty Images

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L’Inter frena e il Milan inchioda e così il +8 del sabato sera che poteva diventare +5 rimane tale e rafforza le ambizioni tricolori dei nerazzurri. Non brillano le stelle Leao e Pulisic e pare appannato pure lo stellone di Allegri. D’altronde – come viene predicando a ogni conferenza stampa il tecnico livornese – l’obiettivo rossonero era un posto nella prossima Champions e a nove giornate dalla fine il Milan è più vicino al quinto posto (+7 sulla Juventus) che al primo (-8 dall'Inter). Il ko in riva al Lago fa scivolare la Roma in sesta posizione: Gasperini si lamenta per l’espulsione di Wesley e a fine partita nega il saluto al collega Fabregas. Polemica continua, insomma, dopo i rumorosi silenzi interisti del sabato pomeriggio.

STOP – Il Milan battuto all’Olimpico dalla Lazio va in bianco per la terza volta in questo campionato. Era già successo in occasione della sconfitta casalinga con il Parma (0-1) e dello 0-0 in casa della Juventus. L’1-0 rimediato ieri sera è la fotocopia della sconfitta con eliminazione negli ottavi di Coppa Italia. Preoccupa l’astinenza di Pulisic, mai a segno nell’anno solare 2026 e a digiuno ormai da 651 minuti: ultimo gol di Capitan America il 28 dicembre 2025 in Verona-Milan 0-3.

CRISI – La brusca frenata dell’Inter (1 punto sugli ultimi 6 a disposizione) si spiega soprattutto con l’infortunio di Lautaro Martinez e con l’involuzione di Marcus Thuram. Nelle. sei partite in cui il capitano e goleador nerazzurro è stato fuori (due vittorie, due pareggi e due sconfitte, il bilancio) l’Inter ha segnato soltanto 6 reti e solo una (Esposito sabato contro l’Atalanta) con un attaccante. Il carisma del 10 interista manca forse più dei suoi numeri offensivi (18 gol all’attivo di cui 14 in A e 4 in Champions più 4 assist). Manca invece del tutto il contributo offensivo di Thuram: da quando, l’11 gennaio, è cominciato il girone di ritorno l’attaccante francese in 15 partite tra campionato e coppe (per un totale di 994 minuti in campo) ha segnato una sola rete: l’8 febbraio nella goleada (5-0) in casa del Sassuolo.

SORPRESA – Alzi la mano chi aveva previsto che l’impatto di Jeremie Boga con la Juventus sarebbe stato così importante. Per lui 6 spezzoni di partite in campionato (per un totale di 197 minuti giocati) con 3 gol (striscia aperta nelle ultime tre giornate) e 1 assist. Un cavallo di ritorno nel nostro campionato accolto inizialmente con un certo scetticismo. Boga, classe 1997, era arrivato in Italia, al Sassuolo, nell’estate del 2018 per 4 milioni versati nelle casse del Chelsea. Dopo un primo anno di ambientamento il boom nella stagione 2019-20: sotto la guida di De Zerbi arrivano 11 gol con scalpi prestigiosi (tra gli altri Juventus, Inter e Roma). Dopo un altro campionato e mezzo in neroverde, nel gennaio 2022 il passaggio all’Atalanta (prima in prestito e poi a titolo definitivo per 22 milioni). Ma con Gasperini non c’è feeling. “Pagato come un campione, al momento è solo un giocatore individuale” la stroncatura del Gasp datata luglio 2022. Povera di gloria l’avventura bergamasca di Boga, con 47 presenze e 4 reti. Quindi, nell’estate 2023, il passaggio per 18 milioni al Nizza con una minusvalenza di 4 milioni per la Dea. E, a sorpresa, nell'ultimo mercato invernale il… ripescaggio: con la Juventus che lo acquista in prestito con diritto di riscatto fissato a 4,8 milioni. E con Spalletti che fa ritrovare a Boga gli antichi splendori.

BOOM – Daniele De Rossi alla guida del Genoa ha una media da Europa: 19 partite in panchina e 27 punti (1,42). Il predecessore Patrick Vieira nelle prime 9 giornate di punti ne aveva raccolto soltanto 3 (media 0,33). In mezzo, la vittoria della coppia ad hinterim Criscito-Murgita in casa del Sassuolo. Tra le tante scelte azzeccate da DDR spicca quella che riguarda Vitinha, da lui rivitalizzato. Sembrava un pippone, l’attaccante portoghese. Mai a segno in questo torneo con Vieira allenatore e con uno score nelle due precedenti stagioni in rossoblù non propriamente da bomber: 4 reti in 34 presenze. Nelle 18 gare di campionato sotto la guida del campione del mondo di Germania 2006 invece sono arrivate 5 reti e 2 assist. E gli applausi convinti dei tifosi rossoblù.