L'obiettivo è dal 1947 sempre lo stesso: costruire le automobili più belle e desiderabili del mondo. Ogni giorno, a Maranello, si progettano e costruiscono sogni che tutto il mondo ci ammira per stile, potenza, velocità. Modelli iconici, motori complessi, carrozzeria scolpite come statue, perché il lavoro dell'uomo - qui - è più simile a quello di un artigiano che all'operaio. Il tempo passa, il modo di fare arte - però - non è facile da insegnare e, di sicuro, non lo si può perdere.
Un salto nel tempo
Per festeggiare i 50 anni dalla fondazione, il Cavallino Rampante decise di costruire una vetture che ne celebrasse i decenni con un chiaro riferimento al mondo delle corse. Da questi presupposti nacque la Ferrari F50: una delle supercar più travolgenti della storia dell'automobilismo. Ambiziosa tanto nei termini (portare una Formula 1 su strada) quanto estrema nei modi (motore V12 aspirato da 520 CV). Per la prima volta nella sua storia, Ferrari utilizzerà per il telaio materiali compositi in carbonio allo scopo di avere un'elevata rigidità torsionale mantenendo comunque un peso contenuto. I freni Brembo sono volutamente sprovvisti di ABS.
Tutto a mano
Di Ferrari F50 ne furono costruite soltanto 349 unità. La carrozzeria - disegnata da Pininfarina - è stata sviluppata con 2 mila ore di lavoro in galleria del vento per raggiungere i valori di deportanza previsti. Il lavoro è proprio il vero valore aggiunto dell'intero progetto, come testimoniano le immagini di 30 anni fa. Le linee di produzione non sono catene di montaggio ma postazioni di un atelier dove ogni addetto è un'artista impegnato a comporre l'opera d'arte. Motore assemblate a mano, carteggiatura della carrozzeria, applicazione della vernice, interni cuciti come in sartoria. Ogni dettaglio è forse imperfetto, ma per questo unico, irripetibile. Ieri come oggi.