MILAN

Milan, Jashari resta un’incognita: 40 milioni di dubbi

Inseguito a lungo in estate e pagato salato al Bruges, il centrocampista svizzero finora ha inciso pochissimo e non solo a causa dell’infortunio

di Marco Mugnaioli

Partiamo dai numeri: 12 presenze stagionali, di cui 4 da titolare, nessun gol, nessun cartellino, un assist. Sembra l’identikit di un giocatore da 40 milioni? Evidentemente no, eppure in estate il Milan, dopo un lungo e difficile corteggiamento, ha versato 39 milioni nelle casse del Bruges per vestire di rossonero Ardon Jashari, centrocampista svizzero classe 2002 arrivato in Italia ormai da quasi un anno ma ancora oggetto misterioso della rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.

Da Roma a Roma -

 Certo, la sua avventura in rossonero non è iniziata nel migliore dei modi a causa della frattura composta del perone destro rimediata a fine agosto dopo uno scontro in allenamento con Santi Giménez che lo ha tenuto lontano dai campi per tre mesi, ma da quando è tornato a disposizione non è mai riuscito a lasciare il segno. Dal 4 dicembre, giorno del rientro in campo a Roma contro la Lazio in Coppa Italia, al 15 marzo, giorno in cui ha giocato da titolare sempre contro la Lazio e sempre all’Olimpico nella partita che di fatto ha consegnato lo scudetto all’Inter, non ha praticamente mai lasciato traccia di sé.

Il ruolo -

 Arrivato dopo aver vinto il premio di miglior giocatore del campionato svizzero da mezz’ala, all’inizio Allegri lo ha utilizzato soprattutto in posizione di play come vice-Modric e non ha impressionato, ma anche quando come ieri è stato schierato nel suo ruolo, di certo non ha convinto. “Non copre tutto quel campo che copre Rabiot”, ha detto un grande ex come Massimo Ambrosini per spiegare le difficoltà del nazionale svizzero (4 presenze), che anche se da piccolo è stato a San Siro per tifare Milan non è ancora riuscito a entrare nel cuore dei tifosi rossoneri.

Meglio CDK -

 Tifosi che sui social non risparmiano le critiche per Jashari, giudicato troppo “leggero” per il campionato italiano, “non esattamente veloce” e poco incisivo. Inevitabili i paragoni con un altro giocatore acquistato in passato dal Bruges: “Tra lui è De Ketelaere c’è un abisso”. Ma c’è anche chi ricorda l’infortunio a inizio stagione e, confortato anche dai dati positivi sulla precisione dei passaggi, sostiene che il giudizio debba essere rimandato all'anno prossimo.

I dubbi -

 Sicuramente l’età (24 anni da compiere a luglio) è dalla sua parte e sicuramente allenarsi con Modric e Rabiot agli ordini di Allegri non potrà che farlo crescere, ma in attesa di conoscere appieno le sue qualità e in attesa che lasci un segno in rossonero, qualche domanda alla dirigenza del Diavolo sorge spontanea: è stato giusto investire una cifra così importante per un giocatore con quelle caratteristiche quando era già stato comprato Ricci? Non sarebbe stato meglio investire su un attaccante o su un difensore centrale invece di spendere 40 milioni per la riserva di Rabiot che se sta bene gioca sempre? Quali sono i progetti per la prossima stagione? Giocherà titolare?

Un oggetto misterioso, tante domande e tanti dubbi: diciamo 40 milioni di dubbi…