Mattia Furlani e Andy Diaz sono pronti per affrontare la ventesima edizione dei campionati del mondo indoor, in programma a Torun in Polonia da venerdì 20 a domenica 22 marzo, forti del titolo conquistato a Nanchino in Cina l'anno scorso, con l'obiettivo di ripetere quell'impresa nelle loro rispettive gare del salto in lungo e del salto triplo, disciplina quest'ultima dove la squadra azzurra maschile, composta come quella femminile da 13 elementi, potrà puntare molto in alto anche con Andrea Dallavalle, argento nei campionati iridati all'aperto disputati a Tokyo lo scorso settembre.
La gara del lungo, che si disputerà domenica 22 quasi in chiusura della manifestazione, riserverà certamente grandi emozioni per la presenza in gara oltre che di Furlani, della rivelazione della stagione al coperto, il pari età 21enne dell'azzurro, il bulgaro Bozhidar Saraboyukov, già capace di battere di un solo centimetro l'italiano negli europei di Apeldoorn 2025, ma su misure inferiori a quelle attuali raggiunte grazie al suo straordinario miglioramento che l'ha portato sino a 8.45, miglior prestazione mondiale dell'anno e 6 centimetri meglio dell'8.39 che Mattia ha realizzato, eguagliando il suo personale all'aperto in un epico meeting in cui in ogni caso ha battuto il bulgaro a pari misura, per un suo secondo peggior salto.
Sarà dunque una grande sfida sul filo dei centimetri, ma anche di una fortissima tensione nervosa, dove ci saranno altri importantissimi protagonisti a iniziare dal non più imbattibile, ma pur sempre ultratitolato, il greco campione olimpico Miltiadis Tentoglou, poi i giamaicani Pinnock e Tajay Gayle, l'australiano Adcock e il portoghese Gerson Baldé, tutti saltatori in grado di fare la differenza in gara e di fornire possibili sorprese rispetto ai pronostici della vigilia.
Per vedere la competizione del triplo si dovrà aspettare di meno, perché nella serata di venerdì, saranno in pedana Diaz e Dallavalle, quest'ultimo secondo a Pechino con il personale di 17.64 che per un attimo, sino all'ultimo balzo vincente del portoghese Pichardo, l'ha fatto cullare nell'illusione di un incredibile oro, in una gara dove invece l'italo cubano era stato fortemente condizionato dall'acutizzarsi improvviso della sua ricorrente pubalgia.
Entrambi gli azzurri si presenteranno in competizione con una sola uscita agonistica in inverno, quella degli assoluti di Ancona grazie ai quali si sono garantiti senza forzare troppo la qualificazione iridata, Dallavalle vittorioso con 16,99 e Diaz secondo proprio con il minimo al centimetro richiesto di 16.90, ma è scontato che si presenteranno nell'Arena di Torun con ben altre aspettative di misura, in una disciplina non propriamente esplosa in inverno, dove i rivali più pericolosi saranno l'algerino Yasser Triki accreditato nel 2026 di 17.35, poi il cubano Andy Hechavarria con 17.34, il connazionale di quest'ultimo Lazaro Martinez, fermo però nell'anno a 16.71, oltre che il francese Jonathan Seremes che si è recentemente migliorato sino a 17,25.
© Getty Images
Leonardo Fabbri, campione europeo di getto del peso a Roma 2024, accreditato all'aperto di un primato di 22.98 che rappresenta uno dei lanci più lunghi nella storia della specialità, ha certamente la possibilità di puntare a un podio e anche al gradino più alto, ma troppo spesso in passato ha avuto qualche problema di troppo specie con le pedane e le aree di lancio al coperto, per cui a parte gli avversari dovrà sfidare molto se stesso e anche l'orario forse troppo mattutino delle 11,30 di domenica 22.
In Polonia non troverà il primatista del mondo, lo statunitense Ryan Crouser e nemmeno il suo connazionale che vanta la seconda misura di sempre, Joe Kovacs, ma gli altri USA Roger Steen, Jordan Geist e Josh Awotunde, il primo qualificato con una wild car per aver vinto il World Indoor Tour, e di fatto in testa alle graduatorie dell'anno al coperto con 22.07, anche se l'azzurro all'aperto in Sudafrica ha lanciato a 22.50 non riconosciuto ufficiale, oltre che il neozelandese Tomas Walsh, il messicano Uziel Munoz argento a Tokyo proprio davanti a Fabbri e il romeno campione europeo di Apeldoorn Andrei Toader, ricordando la presenza anche dell'altro azzurro Nick Ponzio.
© Grana/Fidal
GLI ALTRI AZZURRI IMPEGNATI
Lorenzo Simonelli, primatista italiano dei 60 H, oltre che dei 110 H, non ha vissuto una stagione invernale costante, con un solo positivo riscontro cronometrico di 7"50, a 7 centesimi dal suo limite con cui fu secondo ai mondiali indoor di Glasgow 2024 dietro il fenomeno Holloway, mentre nelle altre uscite agonistiche si è sempre posizionato su tempi intorno ai 7"60 che, se ripetuti in Polonia, gli toglierebbero ogni speranza di lottare per le prime posizioni.
La classe e il talento del 23enne ostacolista azzurro possono però offrire sempre delle piacevoli sorprese, in un lotto di avversari però molto agguerrito, pur senza Holloway, ma con i principali candidati alla vittoria rappresentati dal francese Wilhem Belocian, dal cinese Liu Junxi, dai due statunitensi Trey Cunningham e Dylan Beard, dallo spagnolo Enrique Llopis, oltre che dal polacco campione europeo Jakub Szymanski, recentemente sceso all'ottimo crono di 7"37, che oltretutto gareggerà davanti al pubblico di casa, mentre per l'Italia ci sarà anche il debuttante ligure Oliver Mulas.
© Grana/Fidal
Attesa per i color azzurri anche per i 1500 metri, disciplina in enorme fermento, con grandi miglioramenti cronometrici da parte di tanti atleti, come l'azzurro Federico Riva che si presenta all'appuntamento mondiale forte del nuovo primato italiano indoor, due volte battuto nell'anno sino a 3'33"04, in una competizione dove sarà assente il fenomenale statunitense Cole Hocker, capace a febbraio di portare il proprio record statunitense a 3'30"80, a 20 centesimi dal primato del mondo del norvegese Jacob Ingebrigtsen, per cui l'azzurro si presenta con il terzo accredito annuale dietro al portoghese, campione del mondo a Tokyo sulla distanza, Isaac Nader con 3'32"44 e all'olandese Samuel Chapple con 3'32"68.
Sarà dunque una prova dove nella finale di domenica, a cui bisognerà in ogni caso qualificarsi nelle batterie sempre insidiose di venerdì, Riva potrebbe giocarsi una posizione importante, ma dovrà vedersela anche da altri avversari pericolosi quali lo spagnolo, il belga Jochen Vermeulen, ma anche dal suo connazionale e primatista italiano della specialità all'aperto, Pietro Arese, apparso nel corso degli assoluti di Ancona, pur superato dal compagno di squadra, in crescita di condizione.
© Grana/Fidal
Nella finale secca a 12 del salto in alto, un azzurro che non ci si aspettava a inizio stagione, Christian Falocchi, 29enne specialista bresciano reduce da anni di infortuni molteplici, tra cui l'ultimo alla caviglia all'inizio dell'estate 2023, che solamente nella primavera dell'anno scorso lo stavo spingendo verso il ritiro, mentre invece una improvvisa e sorprendente ripresa lo ha portato poi a iniziare la nuova stagione al coperto con il personale migliorato sino al 2.30 degli assoluti di Ancona, che gli ha regalato titolo e qualificazione diretta per Torun.
Difficile fare un pronostico nella competizione, dove nulla sembra impossibile per il coronamento definitivo del miracolo agonistico che ha portato all'incredibile ripresa dell'azzurro, vista anche l'assenza del neozelandese campione olimpico e dei Mondiali di Tokyo Hamish Kerr, mentre ci sarà il coreano Woo Sang-hyeok, già oro iridato al coperto due volte, in stagione a 2.30 come Falocchi insieme ad altri 5 iscritti, mentre il miglior accredito dell'anno ce l'ha il ceco Jan Stefela con 2.32 e, non è difficile prevedere, che la lotta per il gioco si giocherà sul filo dei centimetri ma soprattutto sul minor numero possibile di errori alle quote superate.
© Colombo/Fidal
Nei 60 metri l'Italia sarà rappresentata dall'ex lunghista Filippo Randazzo e dal campione europeo di Istanbul 2023, Samuele Ceccarelli, molto lontano peraltro dai fasti cronometrici al coperto di quella magica stagione invernale in cui portò il suo personale a 6"47 nella semifinale continentale, per poi superare in finale con 6"48 addirittura Marcell Jacobs, mentre quest'anno è fermo a 6"61 rispetto al 6"59 del compagno di nazionale.
La lotta per il titolo dovrebbe essere ristretta a una sfida tra il britannico Jeremiah Azu, oro di Nanchino nel 2025 e il giamaicano Kishane Thompson, fenomenale specialista dei 100 e forse un po' meno dei 60, ma attenzione ai suoi due connazionali Ackeem Blake e Bryan Levell, oltre che agli statunitensi Trayvon Bromell e Jordan Anthony.
Nell'eptathlon, infine, il tredicesimo azzurro in gara a Torun sarà Dario Dester, che vanta una analoga esperienza iridata nel 2022 in Serbia a Belgrado, tornato a buoni livelli dopo i problemi fisici del 2025 con un significativo progresso del suo record nazionale indoor sino a 6.211 punti, in una competizione che vede su tutti lo svizzero Simon Ehammer, lo statunitense Kyle Garland, il francese Makenson Gletty, l'altro USA Heath Baldwin e il belga Jente Hauttekeete.
LA GARA DELL'EXTRATERESTRE DUPLANTIS
Armand Duplantis con il 15esimo record del mondo consecutivo nel salto con l'asta, di 6.31 realizzato nel corso del meeting di Uppsala del 12 marzo scorso in Svezia da lui stesso organizzato, ha mostrato ancora una volta di essere di un altro pianeta, nonostante il greco Emmanouil Karalis avesse n stagione portato il proprio personale alla considervola quota di 6.17, fallendo di non moltissimo i 6,31.
Nella competizione di Torun il suo principale potrebbe essere vincere il quarto titolo mondiale indoor, pareggiando il grande Sergey Bubka, e bisognerà vedere se avrà voglia ed energia per puntare a salire ancora di 1 centimetro verso l'infinito.
Tra gli avversari naturalmente Karalis, che ad Uppsala si è fermato a 5.80, e poi il norvegese Sondre Guttormsen per un ipotizzabile completamento del podio.