il bilancio

Champions League da dimenticare: tutte le cifre del disastro italiano

Nessuna squadra nei quarti di finale e solo quattro vittorie contro le big europee: una stagione che non lascia buoni ricordi

di Enzo Palladini

Fallimento è sempre un termine doloroso da utilizzare, che si tratti di un’azienda, di un matrimonio e soprattutto di una manifestazione sportiva. Fallimento è un verdetto senza appello, una sentenza che non lascia speranze. Analizzando i numeri e andando un tantino al di là dei medesimi, se proprio si vuole essere indulgenti e non utilizzare il termine definitivo, la Champions League 2025-26 per le italiane è stata un disastro.

Nessuna nostra rappresentante nei quarti di finale. Abbiamo seriamente rischiato di non averne nemmeno negli ottavi, se non ci fosse stata la rimonta miracolosa dell’Atalanta contro il Borussia Dortmund. Non è mai successo da quando (era il 2004) il torneo è stato strutturato in due fasi, girone (o gironi) prima ed eliminazione diretta poi. Non è successo per fortuna nemmeno stavolta. L’anno precedente (2002-2003) l’Italia aveva portato due squadre in finale, Milan e Juventus. L’ultimo trionfo invece è stato quello dell’Inter nel 2010, anno del Triplete. Da allora, due volte la Juventus e due volte l’Inter hanno raggiunto la finale, uscendo sempre strabattute a parte il misero 1-0 targato Rodri di Manchester City-Inter.

In questa edizione della Champions, le nostre squadre hanno disputato 40 partite che possiamo riassumere così:

                                   Giocate        Vinte Pari    Perse            Gol                 Media punti

ATALANTA                  12                   5         1          6                  16-23                   1,33

INTER                           10                  5         0          5                   17-12                    1,50

JUVENTUS                   10                  4         4          2                   19-17                    1,60

NAPOLI                            8                   2         2          4                    9-15                      1,00

TOTALE                         40                 16        7         17                 61-67                    1,37                                                             

Nella fase a girone, le squadre italiane hanno conquistato 12 punti in meno della passata stagione, che aveva portato una squadra (l’Inter di Simone Inzaghi) direttamente agli ottavi di finale, mentre Milan e Atalanta vennero eliminate ai playoff. Da questa tabella emerge chiaramente che le sconfitte sono superiori alle vittorie (16 contro 17), che i gol segnati sono inferiori a quelli subiti (61-67) e che il cammino meno disastroso (almeno come media punti) è stato quello della Juventus, che soprattutto con l’avvento di Spalletti ha ritrovato un minimo di vocazione europea, rimontando parecchie posizioni rispetto all’era Tudor.

Va affrontato poi un altro discorso più complicato: nel calcio non tutte le vittorie sono uguali. Valgono tutte tre punti quando c’è un girone, ma gli scontri diretti hanno sempre quel qualcosa in più anche a livello psicologico. Bene, le squadre italiane hanno vinto solamente quattro partite contro le sedici squadre (qundici più l'Atalanta) che sono arrivate agli ottavi:

Atalanta-Chelsea            2-1

Bodo-Juventus                 2-3

Juventus-Galatasaray     3-2 dts

Napoli-Sporting               2-1

Aggiungiamo a questo poker poco lusinghiero anche l’1-1 con cui è terminata Juventus-Sporting: le altre sono state tutte sconfitte. L’Atalanta almeno si è tolta qualche soddisfazione: è stata l’unica italiana a battere una squadra inglese (2-1 al Chelsea), le altre non hanno totalizzato nemmeno un pareggio. Abbiamo vinto due volte contro le tedesche (Eintracht-Atalanta 0-3 e Borussia Dortmund-Inter 0-2) più un pareggio (Napoli-Eintracht 0-0). Una vittoria contro le francesi (Marsiglia-Atalanta 0-1) e un pari (Monaco-Juventus 0-0). Zero vittorie contro le squadre spagnole, con un solo punto conquistato (Villarreal-Juventus 2-2). Tornando alle quattro vittorie sopracitate, il 3-2 della Juventus al Galatasaray ha finito per essere inutile (bianconeri eliminati per il 2-5 dell’andata) così come quella del Napoli sullo Sporting (azzurri eliminati nel girone).

Tracciato il bilancio, andrebbe aperto il dibattito sulle motivazioni che hanno portato a queste involuzione pesante del calcio italiano. Non basta più lo slogan “la Premier ha più soldi”, perché anche le inglesi hanno avuto le loro difficoltà. Non basta più il discorso “troppi stranieri da noi”, che potrebbe valere se mai per la Nazionale. Nei quarti arrivano squadre cosmopolite e con fatturati inferiori a quelle italiane. E non scendiamo a “i bambini non giocano più per strada” perché è poco credibile. C’è di più, c’è molto di più. Ma bisogna fare qualcosa.