NAZIONALE

Chiesa gioca poco, ma si sente pronto per i playoff: Gattuso punta su di lui 2 anni dopo

Decisiva la forte volontà dell'attaccante del Liverpool. Il Ct punta sul suo status in azzurro e sui suoi colpi, anche dalla panchina, per volare al Mondiale 

di Paolo Borella

Perché Gennaro Gattuso ha optato per il ritorno in nazionale di Federico Chiesa in vista dei playoff? E cosa è cambiato rispetto alle ultime convocazioni del 2025? 

Non ci sono risposte definitive e i primi riscontri arriveranno dalle parole dello stesso Ct in vista della sfida di giovedì 26 all'Irlanda del Nord, ma qualche aspetto si può già sottolineare. Se Chiesa ha vinto un ballottaggio non scontato, con Zaniolo, Bernardeschi, Berardi e Maldini fra gli altri pretendenti per l'ultima maglia dell'attacco azzurro, molto parte dalla volontà del giocatore

A ottobre e novembre, era stato proprio Fede a dire "no" al ritorno in nazionale, che a lui manca dai disastrosi Europei del 2024, perché non si sentiva al 100% della forma fisica. Quei "problemi" sottolineati da Gattuso, che in parte hanno accompagnato un'altra stagione di certo non da protagonista al Liverpool, sembrano alle spalle. 

Certo, coi Reds Chiesa non è ancora tornato al centro del villaggio, anzi: ok le 31 presenze stagionali, ma per appena 660 minuti complessivi, per una media di 21' a gara. Pochi, come i 12' delle ultime tre gare di Premier, dove è stato titolare solo una volta da settembre.

Giusto un giro di lancetta in campo nel doppio scontro con il Galatasaray, una passerella o quasi sul 4-0 di Anfield dopo essere stato malato per la gara d'andata. Chiesa è fra l'altro uno dei quattro italiani ancora in corsa in Champions, alla pari di Calafiori, Leoni (infortunato) e Ruggeri, ma non è stato questo a fare la differenza.

Dall'altra parte, la notizia migliore riguarda gli infortuni: solo qualche piccolo fastidio muscolare nel corso dell'annata, mai lunghi stop come accaduto in passato. Se Gattuso lo ha richiamato, oltre alla voglia del 28enne ex Juve di rimettersi in gioco, è anche perché ha avuto garanzie sulle sue condizioni

La decisione è allo stesso tempo figlia dello status di Federico in nazionale, con un curriculum che parla di 51 presenze e 7 reti, con l'apice raggiunto negli Europei vinti a Wembley nel 2021. Da allora, tutto il mondo del calcio associa la nazionale italiana a lui, stella mai esplosa come forse ci si poteva aspettare dopo quelle notti europee, complice la rottura del legamento crociato nel 2022. 

Il filo va riannodato da lì, cinque anni dopo e con tutte le difficoltà del caso. Una volta che l'infortunio di Zaccagni ha riaperto la porta per un "innesto", Gattuso lo ha preferito ad altri campioni d'Europa come Bernardeschi e Berardi e a giocatori forse più "pronti" come Zaniolo e Maldini.

Al di là del rendimento stagionale e dello stato di forma, il Ct si fida dei colpi di Chiesa, magari anche a partita in corso, per risolvere la pratica Irlanda del Nord e avvicinarsi al Mondiale. 

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