L'ospedale di Padova, per la prima volta in Italia, ha concesso l'idoneità agonistica a un atleta con defibrillatore sottocutaneo, uno sciatore veneziano di 17 anni che è tornato alle gare. La vicenda, che viene riportata da Quotidiano Nazionale, richiama quella del calciatore Edoardo Bove che per continuare a giocare, in condizioni simili, ha dovuto emigrare in Inghilterra dove è consentita l'attività agonistica . Per la medicina sportiva "è caduto un tabù, con le nuove linee guida il salvavita non è un ostacolo", spiega il cardiologo Domenico Corrado, docente dell'università di Padova considerato fra i massimi esperti internazionali di morte improvvisa e che si è occupato, come consulente di procure, dei casi di Piermario Morosini e Davide Astori. "Ogni caso - avverte - deve essere valutato individualmente, non esistono automatismi", tuttavia rispetto a prima "le più recenti linee guida del Comitato organizzativo Cardiologico per l'Idoneità allo Sport (Cocis), prevedono che l'impianto di un defibrillatore non rappresenti più automaticamente una controindicazione allo sport agonistico, purché la patologia non sia progressiva e non vi siano segni di danno strutturale significativo del cuore. Tra i criteri di sicurezza rientra anche l'assenza di fibrosi miocardica estesa, cioè cicatrici nel muscolo cardiaco, oltre una soglia del 15%". Nel caso specifico, la patologia dello sciatore 17enne è "una malattia elettrica del cuore, la sindrome di Brugada che non mostra segni di progressione. Gli esami hanno escluso alterazioni del miocardio e la presenza di fibrosi", riferisce Corrado il quale evidenzia che oggi "sono cambiati tecnologia e approccio clinico", "oggi abbiamo dispositivi più sicuri e una maggiore capacità di stratificare il rischio. Le linee guida indicano un approccio personalizzato: si valuta il tipo di malattia, il rischio aritmico e le caratteristiche del dispositivo" che è in grado "di riconoscere le aritmie ventricolari pericolose e intervenire con uno choc salvavita", poi sono stati eseguiti "test specifici anche in gara per verificare la qualità del segnale durante lo sforzo e accertare che non vi fossero interferenze con l'attività muscolare".
Ha defibrillatore sottocutaneo, sciatore 17enne ammesso alle gare
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