Ciclismo: la Milano-Sanremo apre la stagione, Pogacar contro tutti e contro il... suo tabù

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Per sfatare il tabù il 'Cannibale 3.0' non ha lasciato nulla al caso limando anche i dettagli. Dopo cinque tentativi andati a vuoto (il primo nel 2020) Tadej Pogacar ha affinato tecnica, strategia e allenamento mettendosi perfino dietro la moto per sondare ogni centimetro del Poggio, provare velocità mai raggiunte e capire dove sferrare l'attacco. La Milano-Sanremo per il campione sloveno che sta dominando da almeno tre stagioni la scena internazionale, è molto più di una classica monumentale di primavera, ma un totem da buttare giù per tenere fede al suo ruolo di imbattibile. Reduce da due consecutivi terzi posti, Pogacar non ha mai nascosto quali fossero i suoi principali obiettivi del 2026 finendo addirittura per ammettere nei giorni di Natale che preferirebbe per la prima volta vincere la Sanremo o la Roubaix piuttosto che mettere in bacheca il suo sesto sigillo al Tour de France. Ecco allora il motivo per cui 'Pogi', considerato uno dei migliori corridori della sua generazione e di ogni epoca, ha spinto sui pedali in queste ultime settimane come non mai e intensificato lungo il tracciato i suoi sforzi per non dovere ancora una volta tagliare il traguardo ligure incassando un'altra delusione. Ma la classica di primavera sfugge alle regole e ha spesso regalato sorprese e una buona dose di imprevedibilità che neanche i grandi favoriti a volte riescono a dominare. Confermata Pavia come sede di partenza, con arrivo in Via Roma a Sanremo dopo 298 km, nove in più rispetto all'edizione 2025. Immutato il finale, con il passaggio in sequenza dei tre Capi, della Cipressa e dell'ascesa al Poggio, con scollinamento a 5.6 km dal traguardo. L'Italia con 51 successi guida la classifica di chi ha vinto più edizioni, ma negli ultimi 19 anni è andata a segno soltanto una volta, con Vincenzo Nibali nel 2018. Un digiuno che rischia anche stavolta di allungarsi. Su un percorso così anche per la stella della Uae Emirates è dura staccare tutti ma resta l'uomo da battere perché dentro la sua testa sta correndo questa classica da almeno cinque mesi. Lo sloveno dovrà marcare stretto soprattutto l'olandese Mathieu Van der Poel (Team Alpecin-Premier Tech) che invece ha la Milano-Sanremo nelle corde: l'ha già vinta due volte e dunque sa come si fa anche perché in caso di volata ristretta è il corridore che ha lo spunto migliore. Tra gli outsider c'è il giovanissimo messicano della Uae Team Emirates, Isaac Del Toro, che ha iniziato la stagione da dominatore dimostrando di essere altamente competitivo non solo in salita ma anche sul passo. Qualora saltasse Pogacar, è pronto a prendersi la scena. In lizza per un posto al sole il belga Wout van Aert (in sei partecipazioni il ciclista del team Visma ha vinto una volta e non è mai uscito dai primi otto nelle altre) e il belga Jasper Philipsen (team Alpecin-Premier Tech), il migliore degli sprinter a reggere sugli strappi. Ma c'è anche un po di azzurro con Filippo Ganna (Ineos Granadiers). I tifosi italiani hanno ancora negli occhi la prova dello scorso anno del velocista che negli ultimi anni ha capito che questa è una delle classiche adatte alle sue capacità. Ha chiuso sul podio due delle ultime tre partecipazioni (secondo nel 2023 e 2025) e dunque ha già dimostrato di saper reggere la sfida contro i fenomeni. Alla Tirreno non è apparso brillante nonostante la vittoria nella crono alla prima tappa. Ma sulle strade di quella che i francesi chiamano semplicemente la 'Primavera' Top Ganna è pronto a sbocciare.