
Battocletti domina i 3000 indoor dei mondiali di Torun
La mezzofondista azzurra controlla una gara tattica e vince con il solito grande allungo finale

Nadia Battocletti vince l'oro nella finale dei 3.000 metri femminili dei campionati del mondo indoor di Torun, con il tempo di 8'57"64, al termine di una gara molto tattica, come ampiamente previsto, in cui ha sempre controllato possibili attacchi delle avversarie, per poi lanciare a due giri dalla fine un allungo decisivo, a cui ha risposto solo la statunitense Emily Mackay, seconda al traguardo in 8'58"12, mentre terza è stata l'australiana Jessica Hull in 8'58"18.
Da evidenziare come le due favorite della vigilia insieme alla fenomenale mezzofondista azzurra, le due etiopi, Freweyni Hailu e Aleshign Baweke, autrici dei due migliori crono dell'anno proprio davanti a Nadia, abbiano particolarmente sofferto i ritmi bassi dei primi due terzi di gara, con la prima che è anche caduta rovinosamente per poi riprendersi chiudendo in sesta posizione con 9'02"41, due posizioni dietro la connazionale quarta in 9'00"26, mentre la seconda azzurra presente, Micol Majori, è stata undicesima in 9'04"39.
Per la squadra azzurra l'oro di Battocletti rappresenta il secondo dopo quello conquistato nella serata di ieri da Andy Diaz nel salto triplo, ma soprattutto rappresenta per l'assoluta icona dell'atletica femminile italiana nel mondo, il primo titolo mondiale dopo i numerosi podi sempre a livello mondiale, senza ovviamente dimenticare i tanti titoli europei su varie superfici, dalla pista, alla strada sino al fango delle campestri.
La mezzofondista trentina, che compirà 26 anni il prossimo 12 aprile, era anche al debutto in una grande manifestazione mondiale al coperto, non avendo mai particolarmente prediletto questo genere di competizioni, e in tale senso le sue prime parole sono anche di stupore.
LE DICHIARAZIONI DI BATTOCLETTI
"È stata una gara folle, penso di aver finito le lacrime di gioia. Qui bisognava danzare nel caos, l’ho ripetuto a me stessa nei momenti più critici, e ci sono riuscita. Per me è un sogno, non perché non creda in me stessa ma in questa gara ho faticato, il percorso di avvicinamento non è stato semplice. Ritrovarmi a fare una gara così, un finale così dopo un ultimo mese per me completamente in salita, è qualcosa di molto importante. Ho concluso il Ramadan due giorni fa, quindi le sensazioni in allenamento non potevano essere ottimali. Fino alla scorsa settimana ero in dubbio se partecipare, non avevo le sensazioni che ricerco negli allenamenti, devo ringraziare il mio staff e la mia famiglia per avermi dato la forza che cercavo. Non sono un’abitudinaria di questa specialità, anche per questo sono davvero felice. Mi sono resa conto subito che non sarebbe stata una gara tirata e ai 2000 eravamo ancora tutte lì, in una situazione del genere tutte sono pericolose, bisognava tenere gli occhi aperti. Ho lasciato andare il treno, dentro di me ho pensato di stare lì come un segugio, di sentire il momento giusto per partire e poi ‘giù tutti i cavalli’, come dice mio papà. Non vedo l’ora del Golden Gala, il 4 giugno a Roma, per ascoltare il tifo del pubblico italiano, e quando nell’aria c’è il profumo dello stadio Olimpico non posso far altro che sorridere."
© Grana/Fidal
Nella finale dei 60 H maschili Lorenzo Simonelli chiude in ottava posizione con il tempo di 7"52, nella gara vinta dal polacco Jakub Szymanski con 7"40, dopo avere ottenuto una non certo scontata qualificazione, chiudendo in terza posizione la sua prova con 7"53, e accedendo all'atto finale con il secondo tempo utile di ripescaggio.