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Spalletti-Juve, l'incontro per il rinnovo non sarà una formalità: mercato e strategie, il tecnico vuole risposte precise

La dirigenza ha fretta di mettere nero su bianco, il toscano pronto a "sentire cosa vuole dirmi la società"

© Getty Images

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"La pausa per le nazionali è il momento corretto, c'è meno stress e più tempo e da parte mia c'è tutta la disponibilità a sentire cosa vuole dirmi la società". Non sarà una formalità l'incontro previsto in settimana tra Luciano Spalletti e la dirigenza della Juve per il rinnovo del contratto fino a giugno 2027 con opzione per un altro anno. La società bianconera ha le idee chiare e ha fretta di mettere nero su bianco: mai avuto dubbi sul futuro insieme al tecnico toscano, di cui è soddisfatta a prescindere da come finirà la corsa Champions da qui a fine stagione. Non c'è mai stato e non c'è un piano B: "Non vedo altri allenatori sulla nostra panchina il prossimo anno", ha detto qualche settimana fa Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juve, ribadendo ancora una volta la fiducia in Spalletti. Dal canto suo però Spalletti ha bisogno di avere risposte precise dal club: non esistono problemi di ingaggio, ma vuole condividere appieno il progetto Juve con la società e ricevere garanzie sulla squadra che avrà a disposizione. Il tecnico chiede autonomia nelle scelte sul campo ma anche rinforzi mirati sul mercato, giocatori di spessore che possano rinforzare la rosa per puntare subito allo scudetto. Niente seconde scelte, insomma, o acquisti tanto per comprare: Spalletti vuole condividere con la dirigenza in tutto e per tutto le operazioni di rafforzamento, dal portiere all'attaccante. Senza ovviamente far partire nessun big, neanche senza la qualificazione alla prossima Champions: da Bremer a Kalulu, da Cambiaso a Thuram.

In settimana - tra mercoledì e giovedì - è previsto anche l'incontro tra la dirigenza Juve e l'entourage di Dusan Vlahovic, con cui è stata raggiunta un'intesa di massima per il rinnovo del contratto fino al 2028 sulla base di un ingaggio da circa 6 milioni di euro più bonus, segnando una svolta definitiva nel rapporto tra il bomber serbo e il club bianconero dopo le incertezze del passato.