Quattro solo passaggi sul podio su dodici posti disponibili nell'arco di due Gran Premi tra Sprint e gara full distance: il bilancio Ducati dopo Thailandia e Brasile fa acqua da tutte le parti, quasi quanto l'asfalto di Goiania. Scherzi a parte, la situazione è molto seria se - nell'immediato dopogara della tappa sudamericana, il team manager Davide Tardozzi è stato costretto ad abbozzare, facendo i complimenti (sinceri, ne siamo convinti) ad Aprilia e rilanciando la sfida ai prossimi appuntamenti. A partire dall'imminente Gran Premio degli USA al COTA di Austin, il regno di Marc Marquez nonché una delle pochissime location nelle quali Francesco Bagnaia è riuscito a brillare, cogliendovi una delle due sole vittorie del 2025 insieme a quella di Motegi: perle isolate dentro una stagione maledetta che sembra avviata a ripetersi nell'anno finale di Pecco in rosso.
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Il focus resta quindi su Marquez, alle prese con un primissimo scorcio di stagione interlocutorio ma soprattutto contraddittorio. Virtualmente imbattibile l'anno scorso, il Cannibale inizia a sentire i morsi della fame. Di fatto Marc è andato a segno solo nel formato Sprint: secondo in Thailandia, primo in Brasile. Assente ingiustificato invece sulla lunga distanza: ko a Buriram per rottura del cerchio e foratura, confinato ai piedi del podio stesso da Fabio Di Giannantonio a Goiania. Con tutta la stima che portiamo per il romano targato VR46 e per la sua crescita recente, c'è da pensare ad un affanno dello spagnolo che - accoppiato allo stato di crisi perenne di Bagnaia - penalizza il bilancio attuale del team ufficiale Ducati.
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Dalla sua (e suo malgrado), Marquez sconta probabilmente ancora le conseguenze dell'infortunio nel finale di stagione 2025. In attesa di rivederlo nella sua forma migliore, Ducati paga dazio ad Aprilia, i cui meriti vanno ovviamente ben al di là dei demeriti altrui. E se dopo Buriram lo stesso Marquez aveva dato appuntamento proprio al Gran Premio di Spagna di fine aprile per... capirci di più, nel dopogara brasiliano Brasile Marc e il team manager Tardozzi nella sua scia hanno... accelerato i tempi. Jerez è troppo tardi, dobbiamo svegliarci ad Austin": questo in sostanza il messaggio. Serve insomma un segnale di discontinuità e serve in tempi brevissimi. Se non altro intanto il rinvio a novembre del Gran Premio del Qatar originariamente in programma domenica 12 aprile rappresenta un piccolo aiutino per Ducati. La sensazione però è che contro Aprilia al momento serva ben altro.