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Inter, Marotta: "Momento di involuzione ma nessuno psicodramma. Errori arbitrali? Bisogna essere più forti"

Giuseppe Marotta analizza la crisi dell'Inter: fiducia a Chivu, la gestione del vantaggio in classifica e il caso Pongracic

Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, ha parlato del brutto marzo dei nerazzurri: "Siamo in un momento di difficoltà e involuzione, forse dovuto a stanchezza o infortuni ma vale anche per gli avversari, ma nessuno psicodramma. Non cerchiamo alibi, siamo meritatamente primi in classifica, abbiamo sei punti di vantaggio e ce la giocheremo fino in fondo con tranquillità". Il numero uno interista, in Lega Calcio, cerca di guardare il lato positivo della medaglia: "A inizio stagione sarebbe stato impensabile per me poter parlare di sei punti di vantaggio a otto domeniche dalla fine. E siamo ancora in corsa in Coppa Italia, in Champions invece potevamo fare meglio".

Così sulla ricetta che dovrà trovare Chivu per rialzare la squadra: "L'allenatore è il leader del gruppo, analizzerà la situazione nel migliore dei modi. Dobbiamo ritrovare la strada momentaneamente persa, la squadra è forte e devo essere ottimista. In alcune circostanze è più facile fare il cacciatore che la lepre perché le forze degli avversari si moltiplicano". Sul timore di ricadere nella tensione del 2022 e dell'anno scorso che poi hanno portato alla perdita dello scudetto: "Mi auguro di no. Le pressioni esistono, i professionisti devono gestirle".

C'è spazio anche per commentare il mani di Pongracic che Colombo e Var non hanno giudicato come punibile: "Non entro nel dettaglio se non che noto come tanti moviolisti hanno detto che era calcio di rigore. Ci sentiamo penalizzati? Credo che alla fine tutto si compensi, non facciamo le vittime. Queste cose non devono essere un alibi, bisogna essere più forti di possibili errori arbitrali. L'importante è che la classe arbitrale, anche col Var, abbia uniformità di giudizio: troppe volte certi episodi sono valutati in modo troppo soggettivo, spero che l'anno prossimo ci siano un protocollo e un metro di giudizio omogenei".