ATLETICA

Lo sfogo di Fabbri: "Ho sbagliato ma non sono un cogli**e. Quanti insulti, sono in un buco nero"

Il pesista fiorentino: "Tante offese alla mia famiglia, da lì qualcosa si è rotto"

"Dopo una gara importante andata male è facile giudicare, è facile parlare. Ma quello che resta dentro, quello che si prova davvero, è molto più complesso. Dopo Parigi ho sbagliato, sì. Me ne prendo la responsabilità. Ma ci sono stati anche altri fattori. E soprattutto c'è stato qualcosa che mi ha colpito più di tutto: gli insulti. Non tanto a me, perché in qualche modo ci sono abituato, ma alla mia famiglia. E da lì qualcosa si è rotto. Da quel momento non riesco più a vivere le gare come prima. Non riesco a divertirmi, a essere leggero, a esprimermi come faccio in allenamento o nelle gare 'normali'".

Così Leonardo Fabbri in un lungo sfogo su Instagram dopo il settimo nella finale del getto del peso con 20.92 metri ai Mondiali indoor. "Dopo ogni gara c'è sempre qualcuno pronto a dire che sono un coglione, che valgo solo nelle gare della 'parrocchia'. Tutto questo per un errore. Eppure la mia carriera parla chiaro: 3 medaglie mondiali, 1 oro europeo con record dei campionati, una Diamond League vinta con 22.98 (quinta misura della storia e record italiano di piu alto valore tecnico). Non lo dico per vantarmi, ma per ricordare a me stesso prima di tutto chi sono", ha aggiunto il lanciatore toscano autore quest'anno di un 22.50 metri come miglior prestazione stagionale, n.1 delle liste mondiali.

"La verità è che sto passando un momento difficile. Un buco nero che non mi permette di essere sereno, né felice. Ma c'è una cosa che non cambierà mai: io non mollo. Ho toccato il fondo tante volte nella mia vita, e ogni volta sono tornato più forte di prima. Sto lavorando ogni giorno per migliorare. Sono ossessionato dal farlo. Il mio mental coach è una persona straordinaria, e insieme stiamo facendo un lavoro incredibile. E sinceramente, mi sono stancato di sentire giudizi anche su questo", ha scritto ancora Fabbri. "Non ho mai cercato compassione. Le critiche, quelle vere, mi hanno sempre fatto crescere. Ma quello che è successo dopo Parigi è qualcosa di diverso. Scrivo questo per far riflettere chi commenta, chi giudica senza sapere. Sono bravo a lanciare il peso, sì. Ma sono anche un ragazzo che ogni giorno si impegna nel realizzare i suoi sogni. E come tutti, posso sbagliare. Sbagliare fa parte dello sport. Fa parte della vita. Tutto quello che ho costruito fino a oggi nasce dalla passione. Per questo sport. Per la vita. E la luce… la rivedrò presto", ha concluso l'azzurro.