Il ciclismo italiano piange Carmine Castellano, storico direttore del Giro d'Italia dal 1993 al 2005. Lo rendono noto gli organizzatori della Corsa Rosa. Nato a Sorrento, dopo aver intrapreso la carriera di avvocato a metà degli anni '70 conosce il patron storico del Giro d'Italia, Vincenzo Torriani, di cui diviene collaboratore. In seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute di Torriani, che pur rimase in carica fino al 1992, Castellano si occupò in prima persona di tutta l'organizzazione del Giro a partire dal 1989, assumendo la carica di direttore unico nel 1993 e mantenendola fino all'edizione del 2005, anche se la direzione della Società Organizzatrice era passata ad Angelo Zomegnan nel settembre del 2004. A Castellano si devono l'introduzione di salite entrate nella storia del Giro come il Passo del Mortirolo, teatro di epiche imprese su tutte quelle di Marco Pantani nel 1994. Fu sempre Castellano a reinserire nel percorso, dopo molti anni, di una strada sterrata nel Giro d'Italia 2005 (il Colle delle Finestre).
Il Custode del Giro d'Italia -
Succeduto al leggendario Vincenzo Torriani, Castellano ha saputo gestire la transizione del ciclismo verso la globalizzazione, mantenendo intatto il fascino epico della corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo. Sotto la sua egida, il Giro ha vissuto anni di straordinaria intensità: dalle imprese di Marco Pantani al dominio di Miguel Indurain, fino alle volate record di Mario Cipollini. Castellano non è stato solo un organizzatore, ma un fine stratega capace di disegnare percorsi che hanno fatto la storia, come l'introduzione della terribile salita del Monte Zoncolan nel 2003, il suo "regalo d'addio" alla corsa. "Ho cercato di servire il ciclismo con onestà e passione. Il Giro è un patrimonio dell'Italia, io sono stato solo il suo custode per un po' di tempo."
La Formazione e l'ascesa -
Nato a Sorrento nel 1937, Castellano entra nel mondo RCS negli anni '60. Per lungo tempo agisce come "braccio destro" di Vincenzo Torriani. Se Torriani era l'inventore e l'istrionico visionario, Castellano è stato il meticoloso tessitore che ha reso quelle visioni sostenibili e moderne.
Il rapporto con i Campioni -
Castellano ha gestito il periodo più complesso e drammatico del ciclismo moderno, segnato dall'ascesa e dalla caduta di Marco Pantani. Il suo rapporto con il "Pirata" fu di reciproca stima, ma anche di fermezza istituzionale durante i momenti bui di Madonna di Campiglio nel 1999.
L'eredità -
Il suo nome resterà per sempre legato alla scoperta di vette leggendarie. Fu lui a sdoganare il Mortirolo come salita simbolo e a scoprire lo Zoncolan, definendolo "la salita più dura d'Europa", cambiando per sempre la geografia del ciclismo moderno. Con la sua scomparsa, se ne va l'ultimo grande direttore di una "gestione romantica" del ciclismo, capace di unire la scrivania dell'avvocato alla polvere delle strade di provincia.