Possiamo aspettarci di tutto, ormai. Non esistono più regole nel mondo dell'automobile: annichilito dalle norme ambientali e schiacciato da una concorrenza sempre più aggressiva che ne comprime i margini. Soprattutto da quando la Cina ha deciso di "fare sul serio", approfittando di questa svolta ecologica per inondare il mercato mondiale con i suoi prodotti. Con conseguenze imprevedibili e in alcuni casi persino clamorose: il restyling della Xiaomi SU7 ha collezionato 15 mila ordini in 34 minuti.
Senza freni
Il caso Xiaomi farà probabilmente scuola e diventerà un riferimento per capacità di riconversione industriale lampo. Produrre smartphone non è esattamente come fabbricare automobili. Sarebbe come se Nokia si fosse messa a costruire vetture 4X4 in Finlandia. Eppure, vuoi per un'abbondanza industriale unica della Cina, vuoi per una coincidenza tra sviluppo software e batterie, la SU7 è un fenomeno di mercato. L'aggiornamento della berlina elettrica lanciata due anni fa conferma il grande interesse attorno al modello.
Potente ed economica
Non è soltanto una questione di opportunità, il prodotto è valido e convince sotto numerosi punti di vista. A cominciare dal prezzo: soltanto 27.500 euro per un'elettrica con un'autonomia fino a 902 km (omologati secondo il ciclo cinese) e una velocità massima pari a 265 km/h. Anche la tecnologia è di buon livello con sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione e persino frigorifero con tre livelli di refrigerazione selezionabili. Per ora non è disponibile in Europa, se dovesse mai arrivare, potrebbe essere un incubo per i costruttori locali.
Dati
15 mila auto vendute in mezz'ora: il record di Xiaomi
La SU7 continua a essere un fenomeno di mercato in Cina
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