L'ESCLUSIVA

Tacchinardi: "Juve senza ambizione, a Spalletti serve uno come Vialli. Rigorista? Ai miei tempi..."

L'intervista all'ex centrocampista bianconero: "Ho grandi dubbi sulla qualificazione in Champions, buttati troppo punti. Locatelli può diventare leader"

di Alberto Neglia

Un'analisi sulla Juventus a 360 gradi: leadership, Dna, rigori, allenatore e qualificazione Champions. Per questo compito, chi meglio di un grande senatore bianconero del passato come Alessio Tacchinardi? L'ex centrocampista della Juve prova a fare il punto della situazione sulla squadra di Spalletti, a 8 giornate dalla fine del campionato. 

Immagina di chiudere gli occhi e di tornare alla tua Juve. Potendo scegliere una sola cosa da portare nella Juve di oggi, chi o cosa scegli?
“Scelgo due cose, per me troppo importanti. Un leader carismatico come Gianluca Vialli, per molti lo è stato Del Piero, per me Gianluca è stata una guida. E l’altra cosa è l’ossessione di vincere, che non vedo in questa Juve. A questa squadra non entra nella testa. Non hanno l’ossessione, stanno buttando via troppi punti. Scelgo queste due cose: Vialli e l’ossessione di vincere".

Se potessi tornare nello spogliatoio e parlare con Spalletti, cosa gli diresti? “Mister, ci manca…”

"Ci manca l’ambizione. Questa squadra è timida: se va sotto va in difficoltà, ha poca personalità. Gli direi: mister, manca personalità. Sul mercato non è stato preso un giocatore di carisma. Manca quello". 

Capitolo centrocampo: cosa manca a Manuel Locatelli per essere leader di questa Juve?

"Col Galatasaray mi aveva entusiasmato molto. Lo step finale è quello di prendere in mano la squadra. Sta crescendo molto sulla personalità, ma gli manca cattiveria. Non è facile averla, ma può farlo. Sul rigore sbagliato gli danno colpe, ma l’anno scorso ha segnato quello decisivo per andare in Champions a Venezia. Il problema non è Locatelli, ma la Juve". 

Anche nella tua Juve capitava di cambiare rigorista? 

"No. Quando ottenevamo un rigore, lo batteva Alessandro Del Piero. Punto. C’erano Pavel Nedved, David Trezeguet, Zlatan Ibrahimovic. Ma nessuno disturbava Del Piero. Il rigorista deve essere sereno. Oggi c’è anarchia e questo destabilizza. Se si decide un rigorista, è lui: punto e basta". 

Luciano Spalletti è l’uomo giusto per riportare il Dna Juve?

“Sì, è l’uomo giusto, ma non può farlo da solo. Ha bisogno di 2-3 giocatori forti, come a Napoli. È un allenatore forte. Ho cenato con lui prima che arrivasse a Torino, con noi c’erano Ferrara e Del Piero. Alla fine di quella cena, mi sono detto: “spero davvero che arrivi alla Juve". Ma Spalletti ha bisogno di giocatori di spessore, altrimenti non può fare miracoli".

La Juve si qualificherà alla prossima Champions?

“Ho grandi dubbi. Non può fare passi falsi, ha lasciato troppi jolly. Ha bisogno della Champions: sarebbe una grossa mazzata non andarci".