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Caso Napoli, la Figc cambia le regole: addio al blocco del mercato

La Figc archivia il paradosso Napoli: le riserve di utili e liquidità potranno sanare gli squilibri del costo del lavoro, liberando gli investimenti dei club sani

Il Consiglio Federale della Figc ha ufficialmente rimosso i vincoli che avevano, tra l'altro, paralizzato il mercato di gennaio del Napoli, autorizzando l'uso delle riserve di utili per sanare gli squilibri finanziari. Questa rivoluzione regolamentare segue le richieste, tra gli altri, del club azzurro che, nonostante un tesoretto da investire durante la sessione invernale, era rimasto incastrato nelle maglie dell'indicatore del costo del lavoro allargato, che non deve eccedere il 70% dei ricavi. Differentemente dagli altri club, il Napoli ammortizza l'80% del valore dei calciatori nei primi due anni: una scelta prudente, anche virtuosa, che però faceva uscire i conti dal perimetro dei regolamenti precedenti.

Perché la Figc ha deciso di cambiare rotta? -

 La decisione della Federazione riconosce la validità delle riserve di liquidità e del patrimonio netto come strumenti per garantire la stabilità di un club. Non sarà più necessario ricorrere esclusivamente ad aumenti di capitale esterni se la società possiede già i mezzi propri per coprire eventuali sforamenti. Il via libera arriva dopo un braccio di ferro politico all'interno della Lega Serie A. Durante l'inverno, il tentativo di modificare le regole era naufragato davanti al muro delle big: il voto contrario del Milan e le astensioni di Juventus, Inter e Roma avevano congelato ogni operazione che avrebbe cambiato i parametri in corso di stagione nel mezzo di una sessione di mercato.

Quali sono i nuovi paletti per i club di Serie A? -

 Le nuove disposizioni, pienamente operative dalla sessione estiva 2026, impongono comunque un monitoraggio costante e rigoroso. I club dovranno presentare una situazione patrimoniale intermedia entro il 30 novembre, che si aggiunge a quella già prevista per fine maggio. La trasparenza resta il pilastro del sistema: per sbloccare gli acquisti, le società dovranno dimostrare che le riserve utilizzate siano effettivamente vincolate e non semplici manovre di carta.