Il 14 febbraio 2016, presso l'Air Canada Centre di Toronto, andò in scena la più spettacolare sfida di schiacciate nella storia dell'NBA. Aaron Gordon e Zach LaVine entrarono nella leggenda, trasformando il parquet in un tappeto elastico in grado di proiettarli ad altezze irraggiungibili per gli altri esseri umani. Rincorse, balzi, acrobazie: atletismo e follia. I due giganti salirono sull'Olimpo e da lì continuano a chiedersi chi abbia realmente portato a casa il titolo. Perché lo Slam Dunk 2016 è anche tra i più discussi di sempre.
© Getty Images
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Spettacolo puro
LaVine arriva al contest, fresco di titolo di MVP nel Rising Star Challenge e del trionfo ottenuto lo scorso anno. I favori del pronostico lo assecondano. Gordon si avvicina con tutta la sua fantasia, creando una vera e propria coreografia colorata, vivace e spettacolare. Il numero 00 dei Magic saltò più volte sopra la testa di Stuff, la mascotte della squadra: epico il salto mentre gira su stesso sopra un hoverboard facendo passare la palla sotto le gambe tese. Fosse stata un'altra gara, sarebbe stato sufficiente per portarsi a casa il titolo.
Stato di grazie
La guardia dei Minnesota Timberwolves è in stato di grazie. I 196 cm sembrano molti di più, il canestro - visto con i suoi occhi - è vicino. Così vicino da replicare la mitica schiacciata che Michael Jordan compì nel 1988. Stacco dalla linea del tiro libero, e palla fatta passare in mezzo alle gambe prima di scaraventarla attraverso l'anello arancione. Omaggio al passato, spavalderia di gioventù e l'NBA - e tutti i tifosi - ringrazia. Su sei schiacciate, Zach LaVine colleziona l'incredibile punteggio di 299 su 300. Soltanto Shaquille O'Neal gli nega il punteggio pieno. Grande amico di Jordan, impossibile fargli uno sgarbo.