Strade d'Italia

Passo del Bracco: verso Levante

La carreggiata è generosa e l'asfalto è spesso in ottime condizioni, ma è fondamentale mantenere un ritmo costante

di Tommaso Marcoli
© Foto da web

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C'è un nastro d'asfalto in Liguria che non serve semplicemente a spostarsi da un punto A a un punto B, ma agisce come una sorta di rito di passaggio per chiunque ami il volante. Il Passo del Bracco, situato lungo la storica Via Aurelia (SS1), è un’istituzione che sfida il tempo. Mentre le moderne autostrade si nascondono dentro tunnel bui, il Bracco sale orgoglioso verso il sole, offrendo ad automobilisti e motociclisti un balcone naturale sospeso tra il verde dell'Appennino e l'infinito blu del Mar Ligure.
Un confine di roccia e macchia mediterranea
Geograficamente, il passo si attesta a un’altitudine di circa 610 metri, fungendo da cerniera naturale tra il comprensorio di Sestri Levante e l’entroterra spezzino. Il paesaggio è un contrasto continuo che spiazza lo sguardo. Da un lato ci si trova immersi in una macchia mediterranea fitta e profumata, dove il pino marittimo lotta con la roccia nuda; dall'altro, all'improvviso, la vista si spalanca sul Golfo del Tigullio. Nelle giornate in cui il vento di tramontana pulisce l'aria, lo sguardo può spingersi oltre l'orizzonte fino a scorgere i profili della Corsica o le vette innevate delle Alpi Apuane, creando un cortocircuito visivo tra mare e montagna che ha pochi eguali in Italia.
Da Sestri Levante verso l’infinito
L’itinerario ideale comincia lasciandosi alle spalle l’eleganza di Sestri Levante. La salita inizia quasi subito, superando le frazioni di Bracco e Tagliamento. Man mano che si guadagna quota, le case color pastello della costa diventano piccoli punti lontani e l'aria si fa più frizzante. Una volta raggiunto il culmine del valico, vale la pena accostare nel piazzale panoramico per un momento di contemplazione. Da qui, la strada prosegue verso Carrodano, offrendo un bivio esistenziale: scendere verso le Cinque Terre per un finale salmastro o continuare lungo la Val di Vara per esplorare il lato più selvaggio e boscoso della regione.
Soste di gusto tra mare e monti
Una traversata del Bracco non può prescindere dal piacere della tavola, in un territorio dove la cucina di mare inizia a contaminarsi con i sapori decisi dell'entroterra. Lungo il percorso si incontrano storiche trattorie che sembrano essersi fermate agli anni d'oro dell'automobilismo. È d’obbligo assaggiare i pansotti con la salsa di noci o lasciarsi tentare da una porzione di focaccia calda, magari accompagnata da salumi locali come la testa in cassetta. Per chi cerca piatti più strutturati, le locande verso il versante di Carrodano propongono spesso eccellenti preparazioni a base di cinghiale o funghi, a seconda della stagione.