
Italia, Pjanic: "L'esultanza all'eliminazione del Galles? Li aspettiamo a Zenica, sarà una bolgia"
L'ex centrocampista di Juve e Roma ha parlato della reazione degli azzurri dopo il passaggio del turno della Bosnia: "Sinceramente non l'ho capita. Non sarà piacevole per loro essere lì"

Miralem Pjanic avvisa gli Azzurri. L'ex centrocampista, visto anche in Serie A con le maglie di Juventus e Roma, ha parlato di quello che attenderà l'Italia martedì sera a Zenica: "In Bosnia la vivremo come un evento storico. Il Paese intero si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio, un qualcosa che nemmeno io ho mai vissuto. Resterete scioccati dalla nostra passione: faremo il fuoco, non sarà piacevole per gli italiani essere lì. Per novanta minuti, o forse di più, non sarà semplicemente una partita di calcio: sarà una battaglia sportiva".
Un fuoco alimentato anche dall’esultanza di Dimarco e compagni all'eliminazione del Galles, battuto proprio dalla Bosnia ai rigori: "Sinceramente non ho capito la reazione... La Bosnia li aspetta a braccia aperte. Vedremo come andrà a finire. L'Italia è l'Italia e noi la rispettiamo molto. Ma chissà: dovranno essere bravi a gestire la palla in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria".
La Bosnia infatti, come l'Italia, non partecipa ai Mondiali dal 2014. Per questo l'atmosfera sarà caldissima e i giocatori motivati: "Ho visto giocatori motivati e sicuri di sè. La Bosnia si è rilanciata tramite una nuova generazione di calciatori che stanno prendendo consapevolezza delle loro qualità: la coesione al momento è la qualità migliore della nostra nazionalità". Pjanic però, nella lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, individua anche i giocatori da tenere d'occhio in vista della sfida di martedì: "Alajbegovic lo avete visto, è un 2007 con un grande futuro. Non solo perché tira i rigori... Segnalo anche Dedic, terzino del Benfica, e Bajraktarevic, ala destra di piede sinistro del Psv: è un 2005. Muharemovic invece lo conoscete. E anche io, visto che si allenava già con noi nei miei ultimi mesi alla Juve".
Impossibile poi non dedicare due parole a Edin Dzeko: compagno di mille battaglie a Roma e in nazionale e, ancora oggi a 40 anni, un punto di riferimento per un Paese intero: "È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. È uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì".
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