F1, Minardi: "Antonelli talento naturale, ma lasciamolo tranquillo"

"Fu a un Summer Kart della Federazione, Kimi aveva poco più di 10 anni. Mio figlio in particolare si accorse che c'era la stoffa, c'era qualcosa di diverso in questo ragazzo. Bisogna godersi solo questo momento spettacolare dell'automobilismo italiano. Sognare non costa niente, ma c'è tanto lavoro da fare. In un attimo si va dalle stelle alle stalle, quindi rimaniamo coi piedi per terra, godiamoci questo momento. Certamente è un talento naturale, ci farà divertire, ma deve fare esperienza, che purtroppo non si compra al supermercato. Ha tutti i crismi per poterlo fare, lasciamolo lavorare". Così Gian Carlo Minardi, fondatore del team Minardi e uno dei primi scopritori di Kimi Antonelli, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, dopo la vittoria a Suzuka del 19enne bolognese, ora leader del mondiale di Formula 1. E ora un mese da vivere in testa alla classifica del mondiale, in attesa del prossimo appuntamento a Miami: "La partenza di ieri ha dimostrato ancora una volta la sua freddezza e la sua fermezza mentale, si è messo subito su un ritmo gara fantastico. È stato l'unico che ha fatto tanti giri sotto l'1.33.00. Al di là della fortuna del pit stop ritardato, avrebbe comunque dominato la gara. Adesso arriva un mese che sarà di aiuto a tutti i team: andranno ad analizzare tutti i dati raccolti finora per migliorare il futuro di questa nuova Formula 1 che qualche crepa ce l'ha. Vedremo chi sarà il migliore a recuperare rispetto a una Mercedes che al momento sembra imbattibile".

Antonelli talento alla guida della Mercedes. Perché non alla Ferrari? "Innanzitutto ha 19 anni, vedremo cosa succederà in futuro. Credo sia stata una scelta fortunata, perchè se fosse stato in Ferrari oggi non sarebbe in F1 e non avrebbe vinto due Gran Premi. Godiamoci il momento, ascoltando l'inno di Mameli, non importa da che parte viene. Questa è la realtà: se fosse andato nell'Academy Ferrari, probabilmente non sarebbe arrivato in F1, indipendemente dalle qualità tecniche della Ferrari. La Mercedes ha fatto una scelta difficile come far debuttare un giovane di 18 anni l'anno scorso, ma la storia mi insegna che sarebbe stato difficile vedere Antonelli a 19 anni debuttare in Ferrari". Mercedes si è adattata meglio al nuovo regolamento rispetto alla Ferrari: "Per ora stagione migliore rispetto all'anno scorso, ovviamente c'è tanto da lavorare. Chapeau alla Mercedes che ha interpretato meglio il nuovo regolamento, che anche la Fia lo sta mettendo in discussione. I piloti si lamentano della power unit e dicono che la parte precaria della Ferrari è quella motoristica. Questo è un mese importante, vediamo cosa riescono a fare". Se Antonelli può vincere il mondiale. "Ha tutte le doti per rimanere là davanti. Il campionato è ancora lungo, ci sono tante insidie e tante cose da imparare. Lo lascerei tranquillo, poi alla fine faremo i conti", ha risposto Minardi. Lo sfogo di Verstappen: "Penso sia uno sfogo dettato dal momento di crisi della Red Bull. Ha ancora tanto da dare, può essere uno stimolo per la squadra, per cercare di spingere la scuderia a lavorare di più". Antonelli come Sinner, in cosa si somigliano. "Nel comportamento fuori dal campo di gara. Sono due ragazzi fantastici, che riescono ad attrarre simpatie, al di là delle loro qualità tecniche", ha concluso.