La stagione dello scialpinismo race classico - quello delle grandi classiche su più tappe - è stata incorniciata in Valle d’Aosta da una memorabile ventiduesima edizione del Millet Tour du Rutor Extreme, andato in scena nelle giornate di venerdì 27 e sabato 28 marzo. Ad imporsi in gara uomini sono stati Davide Magnini e Anton Palzer che mettendo in atto un vero e proprio ribaltone - si sono aggiudicati la tappa finale, sovvertendo l’esito della prima, che era stata vinta dai francesi William Bon Mardion e Xavier Gachet, recenti vincitori della mitica Pierra Menta e campioni del mondo long distance. Nessun cambio di ritmo e di risultato invece tra day 1 e day 2 nella gara femminile: dominio assoluto della formazione italo-francese Alba De Silvestro-Axelle Mollaret. Con il successo nella Transcavallo e il quarto posto sulle nevi transalpine William Boffelli-Alex Oberbacher e Sonia Brussoz-Marcela Vasinova hanno messo in cassaforte il successo finale nel circuito La Grande Course 2026.
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Le sfide per la vittoria nel Tour e per la clasifica finale di LGC hanno avuto per teatro d’operazioni scenari naturali di altissima suggestione e di impegno sportivo di eccellenza assoluta. La prima tappa consisteva nella storica traversata da La Thuile a Valgrisenche, che ha portato i concorrenti sulle tracce dell’edizione del 1933, con passaggi in quota fino ai 3486 metri della Testa del Rutor, affrontati oltretutto in condizioni rese ancora più dure da vento e temperature rigide. La seconda e decisiva frazione prevedeva partenza e arrivo a Planaval di Arvier e ha visto gli atleti in gara misurarsi su un anello tecnico intorno allo Château-Blanc, con il suoi 3422 metri di quota.
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RIBALTONI E CONFERME NEL SETTORE ASSOLUTO
Per la serie “una gara non è finita finché non è finita”, la tappa finale del Millet Tour du Rutor Extrême è stata caratterizzata da un vero e proprio ribaltone in gara uomini. Vittime della rottura di uno sci, i leader di classifica Bon Mardion e Gachet sono stati attaccati da Magnini e Palzer e dall’altra squadra francese formata da Anselme Damevin e Samuel Equy.
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Con una conduzione di gara aggressiva, il polivalente atleta trentino e il tedesco ex ciclista professionista hanno operato il sorpasso in vetta, chiudendo la doppia missione rimonta e vittoria con il tempo finale di cinque ore, 17 minuti e 24 secondi, per un margine di poco meno di un minuto (54 secondi) su Bon Mardion e Gachet (5h18’18”) che sono riusciti a salvare per soli cinque secondi il secondo gradino del podio dall’assalto finale dei connazionali Equy e Damevin.
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Il piazzamento finale appena giù dal podio ha permesso alla solida coppia William Boffelli-Alex Oberbacher di aggiudicarsi la vittoria finale di La Grande Course, il circuito delle gare scialpinistiche più prestigiose dell’arco alpino e della cordigliera pirenaica. A sigillare la top five del Torur du Rutor sono stati invece i ragazzi di casa Didier Dario e Jacques Lino Chanoine.
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AL FEMMINILE NESSUNA SORPRESA
Alba De Silvestro e la francese Axelle Mollaret hanno confermato nella giornata finale il successo nella tappa d’apertura, andando ad occupare con ampio margine il podio alto del TDR 2026 con il tempo finale di sei ore, due minuti e 50 secondi. Seconda casella del ranking per Giulia Compagnoni e Noemi Junod a quaranta minuti e 29 secondi dalle vincitrici, mentre Ilaria Veronese e Corinna Ghirardi hanno messo piede sul gradino finale del podio con il tempo complessivo di sette ore, 13 minuti e 34 secondi. Come nel caso di Boffelli e Oberbacher in campo maschile, il quarto posto nel TDR è bastato alla francese Sonia Brussoz e alla ceca Marcela Vasinova per alzare al cielo la coppa di La Grande Coures. A completare invece la top five valdostana sono state Séverine Girard ed Emilie Farquet.
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UN CENTINAIO DI CONCORRENTI AL VIA IN GARA GIOVANI
In contemporanea con la gara senior si è svolta anche la prova giovani con tracciati dedicati e dislivelli più contenuti, ma sempre in vero TDR Style. Tra gli under 20 successo del local Davide Gadin su Federico Pacchiarini e Nicola Rossi. Al femminile primo posto per Martina Scola su Gaia Calcini e Heidi Venturini. In gara under 18 Tommaso Gabrielli ha prevalso su Alex Vavassori e Niccolò Santoni. Tra le pari categoria podio alto per Marlies Sartori ha messo in fila Charline Cartier-Moulin e Veronica Bandiera. Da parte sua Marco Previsdomini su Cyril Fonteyraud Ponteyraud e Damiano Migliorati tra gli under 16 uomini. Al femminile Sofia Cloe Vesco l'ha spuntata su Giulia Tomasoni e Elisa Framarin. Per quanto riguarda gli under 14, successo di Riccardo Lanfranchi suGiovanni Marti e Edoardo Pellizzari al maschile e di Cecilia Zhara Buda su Marina Campana e Giulia Tiraboschi al femminile. Tra i più piccoli, gli under 12, Ettore Capitani ha battuto Matteo Pelegrini e Thomas Bombardieri. Al femminile vittoria di Emma Lanfranchi su Ginevra Rossi.
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NON POTEVA ANDARE MEGLIO
A tirare le somme del fine settimana del Tour du Rutor 2026 è Marco Camandona, responsabile comitato organizzatore:
“È stata un’edizione stellare. Non solo per i numeri che hanno eguagliato quelli record del 2018, ma anche per le performance cronometriche. Dopo due giorni di prove ad alto contenuto tecnico in ambiente, con oltre cinquemila metri di dislivello positivo, le prime coppie hanno chiuso con gap risicatissimi tra di loro. Questo dato la dice lunga sul livello atletico dei campioni in gara. Dietro le quinte tutto è andato per il meglio. Il meteo ci ha permesso di effettuare la traversata dell’edizione storica del 1933 e quella classica di Planaval, ma avevamo pronti piani B e C in caso di maltempo. Non potevamo chiedere di meglio: duecentosettantotto squadre al via, una ventina di nazioni rappresentate, tanti giovani e poi l’evento collaterale “Team 85” che inizia a registrare numeri importanti. Ora godiamoci questo successo, da domani si comincia a pensare alla ventitreesima edizione. L’appuntamento è già fissato tra due anni, per l’ultimo weekend di marzo del 2028”.
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