le parole

Flop Italia, De Laurentiis: "Bisogna resettare tutto, Malagò uomo giusto per risalire"

De Laurentiis attacca dopo il fallimento Mondiale: "Malagò presidente Figc, Serie A a 16 squadre e rimborsi per i nazionali"

"Nel calcio bisogna resettare e non avere paura e vergogna di ripartire da zero". Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ai microfoni di Radio Crc, commentando l'eliminazione dell'Italia dai Mondiali per la terza volta consecutiva.

Il patron azzurro sembra aver già individuato l'uomo giusto per risalire la china, al posto dell'attuale presidente federale Gabriele Gravina. "Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi: ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale", ha aggiunto. "Uno come Malagò, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, essendo anche dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano - ha concluso De Laurentiis - quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente". 

"Io mi sono stancato di dover mettere a disposizione i miei giocatori: i miei giocatori sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo e se mi fai un'assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio per il periodo X in cui non può giocare. Questo deve essere chiarissimo: non possiamo sempre giocare con i soldi degli altri", ha proseguito De Laurentiis secondo cui "adesso bisogna mettere i punti sulle i, perché il momento non è tragico, a condizione che tutti ne prendano coscienza e si riparta da zero. Sedici squadre, meno partite, più tempo per allenare la Nazionale, pagare i giocatori che vanno in Nazionale ai club che li prestano, assicurazioni totali in caso di infortunio: questa secondo me è la ripartenza dovuta".

De Laurentiis ha chiamato in causa anche la politica che "a volte dimentica che ci sono 28 milioni di tifosi, che sono anche elettori: il calcio è uno sport collettivo che muove tanti interessi ed anche anime".