Inter-nazionale

Inter, il blocco azzurro torna col morale a terra. Ma c’è uno scudetto da vincere

Bastoni, Dimarco e Pio nel mirino di critica e tifosi, Chivu dovrà essere bravo a rialzare il morale anche di Barella e Frattesi

di Marco Mugnaioli

Un altro fallimento. Enorme. La consapevolezza di aver deluso un Paese intero e anche quella di avere più di qualche responsabilità, che la gente e la stampa non mancheranno di ricordarti. Il giorno dopo la disfatta azzurra in quel di Zenica, sul banco degli imputati finisce innanzitutto Alessandro Bastoni, la cui espulsione ha condizionato in maniera decisiva la finale playoff dell’Italia, ma nessuno dimenticherà nemmeno l’esultanza di Dimarco davanti al monitor dopo i rigori con il Galles né il penalty calciato alle stelle da Pio Esposito, mandato (colpevolmente) a battere il primo rigore nonostante la poca esperienza.

Il ‘blocco Inter’ della Nazionale ha deluso terribilmente nel momento più decisivo e ora di ritorno nel club nerazzurro dovrà convivere con il peso di questa responsabilità. A partire come detto dal difensore più fischiato d’Italia dopo il ‘caso Kalulu’, che in azzurro gioca in un ruolo che non sembra adatto alle sue caratteristiche e come successo a Dimarco ancora prima della sfida alla Bosnia è finito nel mirino di tutta Italia e in un vortice di accuse da cui non sarà semplice uscire.  

L’esterno anche ieri sera è uscito al 90esimo, ma sembra essere arrivato a fine stagione con le batterie decisamente scariche e il morale a terra non aiuterà a ricaricarle come non aiuterà il giovane Pio Esposito, che dovrà dimostrare di avere le spalle davvero larghe per superare una delusione così cocente come quella di aver sbagliato il rigore che ha condannato l’Italia. Ecco perché in vista di un finale di stagione in cui l’Inter non può fallire l’obiettivo scudetto, alla Pinetina Chivu dovrà essere bravissimo a lavorare sulle teste dei suoi giocatori, compresi Barella, Frattesi e anche Zielinski, eliminato con la sua Polonia al 90’ dalla Svezia.

Otto partite (più una, forse due in Coppa Italia) da non sbagliare per non dilapidare il rassicurante vantaggio in classifica su Milan e Napoli, otto partite per vincere il doblete e ritrovare finalmente il sorriso.