La ferita sanguina ancora copiosamente. Chissà quando potrà rimarginarsi. Chissà se potrà rimarginarsi. Di sicuro non è utile stare a guardarla senza intervenire. Bisogna pensare a qualcosa per ripartire. La Nazionale italiana dovrà tornare in campo a fine stagione e sarebbe uno spreco pensare di disputare un paio di amichevoli come tristissimi sparring partner di qualche Nazionale in partenza per il Mondiale. Bisogna far fruttare anche delle date che oggi appaiono quasi inutili.
È molto difficile che Rino Gattuso continui la sua avventura alla guida dell’Italia. La sua storia parla per lui: quando non ha raggiunto gli obiettivi, si è fatto da parte senza chiedere alcunché in cambio. Subito dopo la terza disfatta mondiale azzurra consecutiva, il presidente federale Gabriele Gravina gli ha chiesto di restare. Ringhio non ha detto sì e non ha detto no, ed è già un segnale. Dice che non è importante. Ma è probabile che sia lui a fare un passo indietro prima ancora che il Consiglio Federale gli proponga il rinnovo del contratto. A quel punto, la Figc avrebbe un piccolo margine temporale per decidere il nome del sostituto.
Ci sono buone probabilità che venga fatto un nuovo tentativo per riportare in sella Roberto Mancini. Lo sgarbo della fuga in Arabia è già stato assorbito, ci sono stati gli atti di pentimento, si sono ristabiliti i rapporti. Con l’Al-Sadd ha preso un impegno a breve termine proprio perché pensa di tornare al più presto in Italia. Se non arriva un’offerta davvero interessante da un club, potrebbe prendere in considerazione anche l’ipotesi azzurra. Ma a proposito di allenatori impegnati attualmente con dei club, c’è anche la suggestione di un possibile ritorno sulla panchina della Nazionale di Antonio Conte, già CT dal 2014 al 2016. Il suo futuro al Napoli è ancora tutto da decifrare. In queste due stagioni ha spesso dovuto affrontare situazioni complicate, ultima delle quali il caso Lukaku. Potrebbe anche decidere di puntare su un lavoro meno stressante e meno legato alla quotidianità, prendendosi più tempo per la famiglia. L’ostacolo potrebbe essere l’ingaggio, viste le cifre su cui sta viaggiando da parecchi anni a questa parte.
Ci sono poi ipotesi più defilate. In Federazione gode di molta stima Silvio Baldini, che sta svolgendo un buon lavoro con l’Under 21. Il problema è proprio questo, il biennio dell’attuale Under è esattamente a metà strada, la fase finale dell’Europeo sarà nel 2027 in Albania e Serbia, potrebbe essere controproducente spezzare il lavoro a metà. Resta sempre anche l’ipotesi di insistere sui campioni del mondo 2006, l’ultima generazione di grandi giocatori che l’Italia abbia avuto. Di quella squadra, a varie riprese è stato candidato Fabio Cannavaro, che intanto, occorre ricordarlo, andrà al Mondiale alla guida dell’Uzbekistan. Già, perché l’Uzbekistan ci sarà e l’Italia no.