Berlino e San Paolo si trovano a 10 mila chilometri di distanza l'una dall'altra, ma sono vicine nei ricordi e nella memoria degli italiani. A queste due città sono legate le ultime due vittorie mondiali delle squadre sportive più vincenti e seguite: la Nazionale Italiana di Calcio e la Ferrari. Paolo Cannavaro e Kimi Raikkonen ci hanno portato sul tetto del mondo. Da allora, 20 anni di delusioni.
Un disastro sportivo
La delegazione che si presentò in Germania nel 2006 non arrivò con i favori del pronostico. La precedente esperienza in Corea si concluse prima del previsto - e con diverse controversie arbitrali - e quattro anni più tardi Lippi mise insieme una squadra di talento ed esperienza. Fu l'ultima volta che tingemmo il cielo di azzurro. La spedizione in Sudafrica nel 2010 si concluse ai gironi, stesso destino nel 2014 in Brasile (tutti si ricordano il morso di Suarez a Chiellini). Poi la sequenza di mancate qualificazioni: Russia 2018, Qatar 2022, Stati Uniti-Messico-Canada 2026. Due generazioni non conoscono le "Notti Magiche" estive, avranno modo di apprezzare altri sport.
Uno dopo l'altro
Quando Kimi Raikkonen tagliò la linea del traguardo a Interlagos (Brasile), i tifosi Ferrari tirarono un sospiro di sollievo. Si chiuse così "l'epoca d'oro" iniziata nel 2000 con le cinque vittorie consecutive di Michael Schumacher. Fu il capolavoro di Jean Todt. Toccò a Stefano Domenicali raccoglierne l'eredità dal 2008 (mondiale Costruttori) al 2014 con Fernando Alonso, pilota formidabile dalla carriera sfortunata. Nel 2015 Maurizio Arrivabene si ritrovò a gestire il talentuoso Sebastian Vettel, che non vinse nulla. Fu sostituito tre anni più tardi da Mattia Binotto, il quale provò a "ristrutturare" la Scuderia senza risultati sportivi di rilievo. L'attuale gestione Frederic Vasseur ha prodotto ben poco, per ora. Ci sarà ancora da attendere. Eppure un italiano veloce in Formula 1 c'è. Solo non corre con Ferrari.
Storie
20 anni di insuccessi: il destino (amaro) comune degli Azzurri e della Ferrari
Nel 2006 l'Italia diventò per l'ultima volta campione del Mondo, l'anno dopo toccò a Maranello
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