
Gravina verso le dimissioni: ecco i candidati alla successione in Figc. Lascia anche il ct Gattuso
In giornata atteso l'annuncio del passo indietro del presidente federale. Per la panchina della Nazionale al momento è corsa a quattro

Gli ultimi segnali portano in un’unica direzione: la presidenza Gravina ha ormai i minuti contati e l’incontro con i vertici delle componenti federali indetto dal numero 1 della Figc dovrebbe portare all’annuncio delle sue dimissioni. Dopo il terzo flop Mondiale consecutivo (secondo del suo mandato) e dopo le dichiarazioni-boomerang rilasciate dopo Bosnia-Italia (“dalla politica nessun aiuto al calcio”, “il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono sport dilettantistici”) contro la permanenza di Gabriele Gravina soffia un intero popolo di tifosi, a cui si sono aggiunti esponenti della politica e del mondo dello sport. Durissimo il Ministro Abodi: “Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più dalle istituzioni. Reputo scorretto accusarle di una presunta inadempienza e sminuire l'importanza e il livello professionistico di altri sport. Il calcio va rifondato partendo dai vertici, chiederò a Gravina di dimettersi”.
Con le dichiarazioni rilasciate nella serata di Zenica, il presidente FIGC si è inimicato il resto dell’universo sportivo italiano. A questo punto, tra il Governo che invoca con durezza un passo indietro e i risultati negativi, ecco che le dimissioni diventano pressoché inevitabili, a prescindere dal consenso delle componenti federali che Gravina potrebbe avere conservato.
Per la successione sembrano in corsa, più di tutti, l’ex Presidente del CONI Giovanni Malagò (spinto dalla serie A) e il favoritissimo Giancarlo Abete (già presidente FIGC dal 2007 al 2014 e già potenziale candidato all’eventuale successione di Gravina dopo il disastroso Europeo 2024). Magari in ticket con Matteo Marani, Presidente della Lega Pro. Più defilato Albertini.
A seguire, arriveranno le dimissioni di Gigi Buffon e Rino Gattuso, che avrebbe voluto rassegnarle già dopo lo spareggio contro la Bosnia (lo ha trattenuto Gravina stesso). Il ct lascerà con un bilancio di 6 vittorie, 1 pari (a Zenica, prima dei rigori fatali) e 1 sconfitta (contro la Norvegia). Ma più dei numeri, che alla fine non hanno portato al traguardo sperato, conta il rapporto che Gattuso ha saputo costruire con i giocatori, attaccati alla maglia azzurra come non accadeva da tempo. Resterà tale anche senza ‘Ringhio’?
Qualunque sia il successore di Gravina, si punterebbe su un profilo di spessore per provare a raddrizzare le sorti della Nazionale, leggasi Antonio Conte, Roberto Mancini, Simone Inzaghi o Massimiliano Allegri, sempre che si creino i presupposti per un loro addio ai rispettivi club. Per quanto riguarda l’allenatore del Napoli, non è un mistero che da anni ambisca a tornare sulla panchina azzurra.