ITALIA

Abodi: "Prima un commissario 'di campo', elezioni subito non risolvono il problema"

Il ministro dello sport proiettato al futuro: "Le elezioni subito non risolvono i problemi. Dobbiamo ripartire dai giovani"

"Se pensiamo solo alle elezioni in caso di dimissioni di Gravina perdiamo un'occasione: bisogna necessariamente fare tesoro di questa sconfitta, non farlo sarebbe ancora più grave. Ci auguriamo che in giornata succeda qualcosa...", queste le parole sibbilline del ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, a RTL tornando su quanto sta accadendo in Federcalcio dopo la mancata qualificazione ai mondiali. "Di che profilo ci sarebbe bisogno? Penso questa fase abbia bisogno di un tempo operoso mettendo in campo un lavoro a dei temi per i quali non si è trovata soluzione - ha aggiunto -. Mi auguro ci sia un commissario per andare poi a nuove elezioni, puntando a nuove elezioni subito non si risolverebbe il problema. Ora troviamo delle soluzioni con un commissario che venga dal campo e che non abbia compromissioni con un ciclo che ha chiuso il suo percorso. La struttura commissariale è più di una persona".

Sull'ipotesi di una candidatura di Paolo Maldini ha concluso: "È una persona meravigliosa e un calciatore fantastico, come ce ne sono anche altri. Ma il nome dovrà dirlo il sistema calcio. Il rispetto che vogliamo dare al sistema calcio come Governo è questo".

Abodi ha chiaro quale sia la via da intraprendere per risollevare il nostro movimento: "Dobbiamo ripartire dei giovani e da chi li allena". Si è poi detto favorevole alla proposta del presidente del Senato, Ignazio La Russa, di inserire una norma per far sì che le squadre di Serie A debbano schierare 4 italiani in campo. "Non ci possono essere vincoli da parte nostra. Però sì, la penso un po' come La Russa - dice Abodi -. È un qualcosa di cui si può discutere anche con l'Unione Europea. Serve una regola che codifichi tutto questo, ma noi non possiamo imporla. Possiamo però sederci al tavolo e dare il nostro supporto". Infine sulla polemica nata con gli atleti non professionistici ha concluso: "Sarebbe servita un'assunzione di responsabilità. Mi auguro che lo scivolone del presidente Gravina sugli altri atleti sia stata solo una mancanza di lucidità che in certi casi è normale che si determini".