Arianna Fontana risponde a Gravina: "Va ridefinito il concetto di professionismo in Italia"

© italyphotopress

© italyphotopress

Torna a parlare Arianna Fontana sul caos innescato dalle parole di Gabriele Gravina dopo la sconfitta della nazionale in Bosnia.

Con un post su Instagram, la pattinatrice 36enne, atleta con più medaglie olimpiche nella storia dello sport italiano, ha chiesto di ripensare il professionismo dello sport in Italia: "Martedì sera, finita la partita mi sono espressa attraverso una sequenza di stories su Instagram. Ho espresso come vedere la nazionale mancare una qualifica mondiale abbia fatto male, perché come paese siamo di più, perché dobbiamo volere di più, perché possiamo e lo abbiamo già dimostrato in tanti contesti e in tante discipline:
alle Olimpiadi e Paralimpiadi estive e invernali, ai Mondiali, nel tennis, nei motori…
Ho condiviso questo pensiero prima ancora di sentire e leggere le dichiarazioni del presidente Gravina e di altri colleghi italiani. Sono stata anche citata durante la conferenza stampa, ma più che sentirmi chiamata in causa personalmente, credo che il punto vero sia un altro.
Oggi serve una riflessione più moderna e più rispettosa sul valore reale dello sport italiano e di chi lo porta avanti ad altissimo livello. E forse anche la definizione di “professionista” dovrebbe tenere più conto di questo che di altri aspetti.
Sarò tra i pochi atleti a non far parte di un gruppo sportivo militare, ma ci sono tantissimi atleti e atlete che vengono ancora definiti “dilettanti” quando in realtà vivono, lavorano, si allenano e competono da professionisti ogni singolo giorno. Con gli stessi sacrifici. La stessa pressione. La stessa responsabilità. E spesso con meno tutele e meno riconoscimento. E quindi, forse, la parola “professionisti”, nello sport, andrebbe davvero ridefinita. Oltre le etichette
".