NAZIONALE

Italia, anche Buffon si dimette: "Missione fallita, giusto fare un passo indietro"

Dopo Gravina, passo indietro anche del capodelegazione: "Lo avrei fatto un minuto dopo la sconfitta in Bosnia, mi è stato chiesto di aspettare"

Dopo la disfatta della nazionale italiana in Bosnia e le dimissioni del presidente della Figc Gabriele Gravina, annuncia l'addio anche il capodelegazione Gianluigi Buffon. Passo indietro che avrebbe già voluto compiere dopo la partita di Zenica, ma gli "è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti".

"Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti.
È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo", ha aggiunto l'ex portiere nel post social in cui ha comunicato l'addio. 

Buffon ha ripercorso i suoi anni come capodelegazione: "Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore".

Infine, sguardo a una dirigenza ripensata anche grazie al suo coinvolgimento: "Ho chiesto e ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte".