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"All'uomo più veloce, l'animale più lento"

Un incontro leggendario tra Gabriele D'Annunzio e Tazio Nuvolari sigillato da un dono paradossale

di Tommaso Marcoli
© Foto da web

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Nel 1932, Tazio Nuvolari era già una leggenda vivente, l'uomo che sfidava le leggi della fisica su quattro ruote. Gabriele D'Annunzio, confinato nel suo sontuoso esilio del Vittoriale degli Italiani, volle incontrare colui che incarnava l'eroismo moderno e la velocità pura.
Il più veloce
Il pilota mantovano si presentò a Gardone Riviera con la sua Alfa Romeo, accolto dal poeta con una solennità quasi religiosa. In quel clima sospeso tra storia e mito, D'Annunzio riconobbe in Nuvolari non solo un atleta, ma un artista del rischio, un uomo capace di "scrivere" la propria gloria sull'asfalto proprio come il Vate faceva sulla carta. Il momento culminante della visita fu la consegna di un piccolo oggetto prezioso: una tartaruga d'oro con il carapace tempestato di pietre.
Leggendario
Il dono era accompagnato da una dedica rimasta celebre che recitava: "All'uomo più veloce, l'animale più lento". D'Annunzio voleva offrire a Nuvolari un amuleto che bilanciasse la sua frenesia, un simbolo di saggezza e longevità che lo proteggesse dai pericoli della corsa. Nuvolari, uomo di poche parole ma di grande intuito, fece di quel piccolo rettile il suo emblema personale, appuntandolo sulla divisa gialla e trasformandolo in uno dei portafortuna più famoso della storia dell'automobilismo.

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