
Juve, Spalletti: “Abbiamo otto finali e per andare in Champions dobbiamo vincerle quasi tutte”
Il tecnico bianconero in vista della sfida contro il Genoa: "I reduci dalla Nazionale? Quelli che hanno passato i playoff sono tornati con più entusiasmo..."

La corsa alla Champions ma anche un cammino che deve essere quasi perfetto. Luciano Spalletti non cerca scuse e ha ben chiari gli obiettivi suoi e della Juve in vista del finale del campionato: "Ora c’è un rush importante perché ci sono queste partite, come si dice sono otto finali. Ma per la Juventus è una cosa normale giocare questa tipologia di partite. Lo è da sempre, sempre lo sarà per cui dobbiamo essere pronti a fare il massimo, abbiamo poco margine verso quella che è la classifica di fare calcoli perché dobbiamo andare a vincerle quasi tutte per poter essere dentro".
I playoff mondiali? "Naturalmente quelli che hanno passato i playoff sono tornati con più tranquillità e con più entusiasmo addosso, quelli che non li hanno passati come i nostri sono al guinzaglio del dispiacere perché funziona in questa maniera qui. Però poi bisogna essere lucidi da fare delle valutazioni corrette e quindi io me li aspetto al massimo per disputare una partita difficilissima contro una squadra forte come il Genoa".
I playoff e l'eliminazione dell'Italia restano un tema centrale...
"Io conosco tutti e so quanto amore e quanta passione hanno messo. Io sono dispiaciuto per quello che è successo, però mi fa piacere aggiungere che adesso questo è bene fare delle riflessioni corrette in un momento in cui tutti danno consigli di ogni genere. Ora bisogna programmare in maniera corretta e giusta, magari domani penseremo di fare risultati per la nostra squadra e lasceremo la nazionale da parte. Dovremmo chiederci se ci interessa davvero valorizzare i talenti. Ormai in Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere, però bisognerebbe chiedere se hanno a cuore di valorizzare i talenti italiani. È corretto andare a vedere di prendere il meglio da altre nazioni. Bisognerà decidere bene e fare una programmazione corretta. Io penso sempre che ci siano ancora tante mamme come quella di Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro e bisognerà saper usare il talento che porteranno altre mamme".
Sul suo rinnovo?
"Non riesco a capire perché vi sta a cuore questa cosa. Da un punto di vista di rapporti è tutto regolare e le priorità vanno date alla sfida contro il Genoa. Ci sarà la possibilità nei prossimi giorni e non bisogna farlo per forza in un'ora. Questa è una roba che deve venire in maniera naturale".
Come sta Vlahovic?
"Sta bene e si è allenato bene, perché in questi giorni ha alternato allenamenti fatti forte e ha potuto recuperare. È a disposizione ma la vedo dura che possa partite dall'inizio, però potrà dare una mano. Può giocare insieme a Milik? E Boga? Boga ha fatto vedere a tutti che ha delle qualità precise. Lui è un giocatore forte da un punto di vista muscolare perché ha dimostrato di avere delle vampate. È un calciatore che non ama il contatto fisico. Noi siamo contenti di averlo a disposizione. Milik e Vlahovic possono giocare insieme perché uno è una punta di sfondamento mentre l'altro preferisce relazionare il gioco. Loro ci possono servire durante la partita".
Milik potrebbe partire titolare?
"È lo stesso discorso di prima perchè sono mancati per un lungo periodo. Loro devono completare ancora il loro percorso perciò valutiamo con calma tutte le ipotesi".
Cosa pensa di De Rossi?
"È uno dei miei figli del calcio. Io gli voglio bene come credo lui voglia bene a me. Allo stesso tempo come in ogni rapporti tra padre e figlio a volte gli sono stato sulle scatole. Questo è il Genoa di De Rossi perché l'ha creato a sua misura e si vedono le sue caratteristiche nella squadra".