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Italia, l'amarezza di Gattuso su rigoristi, arbitro e premio pre-Bosnia: le verità di Rino ribaltano tutto

Il Gattuso-pensiero dopo l'addio alla Nazionale: la verità sui premi, il caso Pio Esposito e il veleno post-Bosnia

Gennaro Gattuso sta cercando di ritrovare a Malaga un po' di serenità dopo il bruttissimo epilogo con la Nazionale, avrebbe tante cose da dire, magari un giorno le dirà, ma per adesso è il momento del dolore, della delusione e, dunque, del silenzio. I pensieri dell'ex ct, però, vengono raccolti dal Corriere della Sera che elenca, di fatto, la sua posizione su alcune delle polemiche ancora vive post-Bosnia: dalla scelta dei rigoristi, agli errori arbitrali sino al caso del premio chiesto per la qualificazione.

Dimissioni e risoluzione: la rinuncia ai soldi per lo staff -

 Si parte dall'ultimo capitolo della storia azzurra di Gattuso, quelle dimissioni con risoluzione consensuale arrivate ufficialmente venerdì ma maturate a caldo, dopo il ko ai rigori. La tempistica si è dilatata di qualche giorno e il comunicato della Figc è stato pubblicato solo quando Rino ha saputo che sarebbe stata sistemata ogni pendenza economica col suo staff mentre lui, come da tradizione, ha rinunciato a tutti i soldi.

Qual è la verità sul caso dei premi qualificazione mondiali? -

 A proposito di soldi, Gattuso viene descritto come "ferito" per le "illazioni relative ai premi per la qualificazione mondiale" visto per l'ex ct è solo "sciacallaggio": Ringhio garantisce che la squadra non si è attaccata ai soldi alla vigilia della partita, d'altronde premi e bonus sono stabiliti in Federazione con ampio anticipo rispetto agli eventi, e lo stesso fanno filtrare diversi azzurri con indignazione.

La beffa arbitrale: il tocco di Dzeko e il paradosso del regolamento -

 E poi l'orgoglio per aver creato un gruppo solido, l'amarezza per le occasioni sprecate per andare sul 2-0 e ancora la beffa del regolamento sul gol bosniaco, viziato in precedenza da un tocco di mano di Dzeko: se Donnarumma non avesse parato il colpo dell'ex Roma, Inter e Fiorentina, di fatto avviando una nuova azione, la rete di Tabakovic sarebbe stata annullata. Tornando alla partita, Gattuso respinge di fatto al mittente le critiche sui cambi: sia Kean che Locatelli erano esausti, anche perché la squadra aveva giocato diversi minuti in dieci.

Chi ha scelto i rigoristi di Bosnia-Italia? Il retroscena su Pio Esposito -

 Infine, la questione dei rigoristi, in particolar modo la scelta di far battere il primo penalty a Pio Esposito. Come confermato anche ieri da Chivu in conferenza, è stato lo stesso attaccante a proporsi e Gattuso, insieme al suo staff, hanno preferito non contraddirlo per non alterare la psicologia di un rigorista in un momento così delicato. Originariamente, il 20enne dell'Inter era stato designato come terzo rigorista.