L'ANALISI

Lautaro ha riacceso l'Inter, ma anche a Chivu vanno attribuiti grandissimi meriti

La squadra sembra finalmente uscita dal tunnel, ma soprattutto ha ritrovato giocatori fondamentali 

di Enzo Palladini
© Getty Images

© Getty Images

Normalmente una partita è poco per dire se davvero una squadra è tornata ai suoi livelli migliori, ma il 5-2 contro la Roma contiene alcuni aspetti che possono ampiamente rassicurare i tifosi dell’Inter. Il primo elemento da sottolineare è il ritorno regale, sontuoso di Lautaro Martinez. La sua assenza nel mese di marzo è coincisa con il periodo peggiore della stagione: zero vittorie e solo due gol segnati. Un’ora scarsa del capitano in campo ha prodotto una doppietta e un paio di tiri che potevano avere un destino diverso se dall’altra parte non ci fosse stato Svilar. E poi gioco: fluido, veloce, coordinato.

Sul peso di Lautaro nessuno aveva dubbi. Importante quando segna (16 gol finora) ma anche quando non segna. Leader in campo e anche nello spogliatoio. Capitano vero. Ma se non fossero tornati anche alcuni altri uomini fondamentali, forse adesso saremmo qui a raccontare di un’Inter ancora convalescente. Invece è tornato anche Thuram, che ha sonnecchiato per qualche mese e contro i giallorossi ha fatto esplodere la sua potenza con un gol e due assist. È tornato anche Calhanoglu, che non tirava così bene dalla distanza da tempo immemore. Si è rivisto un Barella con tanta voglia di dimenticare l’incubo della mancata qualificazione per il Mondiale. E piano piano sta tornando anche Dumfries, con le sue galoppate da un’area all’altra che in passato hanno risolto moltissime partite.

Sarà anche normale per gli allenatori dire che tutte le partite valgono tre punti, ma pure loro sanno di raccontare una pietosa bugia. La vittoria dell’Inter contro la Roma vale punti supplementari dal punto di vista psicologico, perché ha scacciato dei fantasmi che si stavano aggirando minacciosi sulla squadra. E poi era uno scontro diretto, etichetta che in questa stagione ha penalizzato le prestazioni dei nerazzurri. Così si può andare verso il finale di stagione con cifre un pochino più accettabili: quattro scontri diretti vinti (due contro la Roma, uno contro il Como e uno contro la Juventus) e uno pareggiato (contro il Napoli). Se alla fine dovesse arrivare lo scudetto, il ricordo delle sconfitte contro Milan (due), Napoli e Juventus servirà soltanto per studiare qualcosa che consenta di non ripetere gli errori di quest’anno.

Ora l’Inter può assistere con più serenità alla sfida tra Napoli e Milan e preparare senza retropensieri negativi l’ultimo scontro diretto contro il Como di Fabregas. L’aggettivo “rassicurante” riferito al vantaggio dell’Inter in classifica adesso ha una collocazione un pochino più appropriata, anche perché “rassicurante” si può anche riferire a Cristian Chivu e ai suoi modi garbati. Quella sua capacità di contenere tutto entro certi limiti ha sicuramente aiutato la squadra a uscire da un tunnel pericoloso e poco illuminato. Lo si è capito, oltre che dal risultato ottenuto contro la Roma, anche dall’atteggiamento della squadra in campo, dagli abbracci tra i giocatori, dall’attenzione a quasi tutti i particolari della partita, soprattutto in quella prima metà del secondo tempo in cui è stata fatta la differenza.

Favorita per lo scudetto, l’Inter adesso ha ancora qualche lavoretto da fare per portare alcuni giocatori alla pari con gli altri. Pio Esposito è stato sovraesposto con la disavventura azzurra e non è sereno al cento per cento, ma giustamente l’allenatore l’ha mandato in campo al momento giusto, togliendogli le responsabilità. Peggio ancora è andata a Bastoni, anzi peggio gli va da parecchio tempo, ma anche in questo caso la scelta di farlo giocare titolare e di sostituirlo per prendersi un applauso incoraggiante è stata vincente. Sucic è un altro giocatore che non entra sereno in campo da un po’ di tempo, però Chivu crede in lui e troverà il modo di rilanciarlo. Ma sono dettagli. Dopo la breve ma complicata trasferta di Como, l’Inter avrà solo partite “da Inter”, quelle che ha quasi sempre vinto quest’anno. E dal fischio finale di Inter-Roma può crederci ancora di più.