
Spalletti vede la Champions ma deve lavorare sulla tenuta e inventarsi qualcosa in attacco
Ennesimo segnale negativo da Vlahovic che si è infortunato mentre si riscaldava, ma la prima ora di gioco deve essere l'esempio da seguire

Dovrebbe essere la normalità per la Juventus. Squadra messa molto bene in campo, dominio assoluto del gioco, facilità nella ricerca della conclusione. Almeno per la prima ora di gioco. Dovrebbe essere la routine quasi noiosa di un club con questa tradizione e con queste ambizioni. Invece la vittoria contro il Genoa si è trasformata in qualcosa di insolito e quasi eccezionale, ma solamente per gli inciampi dei bianconeri durante questa stagione. Troppi con Tudor, qualcuno ma doloroso con Spalletti, che però ancora una volta sembra avere trovato le soluzioni per dare una logica al suo gruppo.
Adesso la Champions League è lì, davvero a portata di mano. La Juventus è salita a quota 57 punti, uno in meno del Como fermato a Udine. La Roma è staccata di 3 punti ma la prossima giornata rischia di essere fondamentale per questa volata. La Juve va sul campo dell’Atalanta, che con la vittoria di Lecce si è portata a ridosso della Roma ed è una minaccia pesante. Il Como aspetta in casa un’Inter rinfrancata dalla vittoria contro la Roma e ancora strafavorita per lo scudetto. Vietato qualsiasi errore per gli uomini di Spalletti (che non avrà il preziosissimo McKennie squalificato), altrimenti l’effetto benefico della vittoria sul Genoa sparisce immediatamente.
C’è un punto importante su cui lavorare: la tenuta. La Juventus ha giocato molto bene nella prima ora, poi ha ceduto. Il Genoa è stato rivitalizzato dalla verve di Baldanzi, ma non può bastare un inserimento da parte di De Rossi per giustificare un ritorno così aggressivo. Questo è un aspetto su cui ci sarà molto da puntare l'attenzione in vista della partita contro l’Atalanta.
Analizzando la resurrezione bianconera contro il Genoa, sarebbe troppo facile pensare alla distinzione tra difesa e tre e difesa a quattro, l’allenatore sarebbe il primo a rifiutare la paternità di questa trovata. Quello che conta in questo momento sono gli uomini. Il braccio Bremer e la mentre Kelly sono perfetti nella zona centrale. Così perfetti che anche in area avversaria fanno la differenza, come nel caso del primo gol bianconero contro il Genoa. Kalulu e Cambiaso sugli esterni sono dei jolly preziosissimi che sanno fare più o meno tutto in entrambe le fasi.
L’assetto del centrocampo è quello che ha dato più soddisfazione a Spalletti durante questa sua avventura bianconera. Locatelli e Thuram formano una coppia affiatata, a cui si aggiunge un McKennie sempre difficile da tenere sotto controllo per la sua vocazione a un vagabondaggio regolato per il campo. A destra e a sinistra, Conceiçao e Yildiz sanno come incidere anche quando non sono al massimo della condizione. Può capitare, ma entrambi hanno l’intelligenza per variare il loro repertorio.
Su un fattore solo, Spalletti non è in grado di intervenire. Il fattore mercato sbagliato. Dagli attaccanti, in particolare da David, continua ad arrivare un contributo misero, sia dal punto di vista di gol assist sia sull’aspetto impegno. Il palo colpito all’inizio del secondo tempo contro il Genoa non può essere sufficiente per togliere al canadese l’etichetta di delusione totale. Di Openda ci sono rare e vaghe notizie. Si sperava che Vlahovic potesse diventare un fattore per questo finale di campionato, ma an che qui c’è poco da fare. Allo Stadium contro il Genoa si è dovuto arrendere durante il riscaldamento, ennesimo segnale negativo in una stagione che l’ha visto ai margini della squadra per infortunio e ai margini del progetto per un contratto che per il momento non è stato rinnovato e chissà come andrà a finire.
Per sbloccare il risultato contro il Genoa è stato necessario l’intervento di due difensori (Kelly e Bremer) in proiezione offensiva. Il raddoppio è arrivato da un’incursione dell’assaltatore McKennie. Le cifre stagionali delle punte continuano a essere deficitarie. Per quest’anno, grazie agli aggiustamenti di Spalletti, questo patrimonio può essere sufficiente per strappare un posto in Champions. Ma l’anno prossimo qualcosa deve cambiare, nessuno in casa Juve vuole rivivere le difficoltà di questa stagione.