Il 7 aprile 2026 è un giorno storico per l'esplorazione umana dello spazio. Gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen - impegnati nella missione Artemis II - raggiungeranno i 406.777 chilometri di distanza dalla Terra: mai nessun essere umano si era spinto così lontano. Neppure durante le missioni Apollo, quando sulla Luna l'uomo atterrò e la visitò con un fuoristrada elettrico.
© Getty Images
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Rover lunare
Per 40 minuti, osservando il "lato oscuro" della Luna, sono state perse le comunicazioni tra la NASA e l'equipaggio, rimasto nell'infinita immensità del vuoto cosmico a osservare e contemplare l'inedito. Navigatori dell'epoca contemporanea, eredi di una generazione di pionieri che sulla Luna ci ha messo piede per la prima volta nel 1969. L'allunaggio fu compiuto anche attraverso un veicolo progettato su misura per l'impresa: il Rover Lunare. Un piccolo fuoristrada biposto, lungo soltanto 3 metri e con una velocità massima di 14 km/h.
Non arrivava lontano
Costruito in collaborazione tra Boeing e dalla General Motors, era equipaggiato con quattro motori elettrici (uno per ogni ruota) ciascuno da 0,25 CV. Le batterie chimiche ad argento-zinco - non ricaricabili - permettevano un'autonomia attorno ai 100 chilometri. Insufficienti - rispetto al punto di sbarco - per raggiungere il "Dark Side of the Moon". La missione Artemis IV, prevista per il 2028, riporterà l'uomo sulla Luna. Chissà quale veicolo ci toccherà raccontare.