VERSO LA RIVOLUZIONE

Milan, sono due i dati che preoccupano: c'è chi rimpiange Pioli. E l'attacco è un colabrodo

Numeri preoccupanti per l'attacco rossonero nel girone di ritorno: adesso c'è da blindare la Champions League

Il ko di Napoli ha cambiato l'umore in casa Milan. L'obiettivo scudetto, seppur complicato, è definitivamente saltato, e sui social c'è chi già scrive #AllegriOut. Sono in pochi certo, ma è sintomo di un malcontento che nelle ultime settimane sta crescendo tra la tifoseria. A fotografarlo sono anche i numeri: quella al Maradona ad esempio, è la seconda sconfitta esterna di fila col medesimo punteggio (1-0). E poi c'è la classifica di ritorno che fotografa un andamento chiaro, con i rossoneri quinti (a pari punti con la Juventus) dietro Inter, Napoli, Atalanta e Como. Insomma per non complicare la rincorsa alla Champions c'è da vincere assolutamente le prossime due sfide contro Udinese e Verona, ampiamente alla portata.

A preoccupare è soprattutto la carenza offensiva: non a caso in molti speravano in un passaggio al 4-3-3 sin dal 1' a Maradona. Dove si sono confermate le solite difficoltà, con appena un tiro in porta a referto. Anche qui i numeri parlano chiaro: nel girone di ritorno (si sono disputate 12 partite) il Milan ha realizzato appena quindici gol. E solo cinque portano la firma di un attaccante. Il migliore è Nkunku (2) alla pari di Leao con Fullkrug fermo a quota uno.

Il malcontento dei tifosi deriva anche dal confronto con l'ultima stagione del tanto vituperato con Stefano Pioli. Rispetto alla stagione 2023/2024, il Milan ha cinque punti in meno in classifica (68 vs 63). E senza il fattore 'coppe' a togliere energie ai rossoneri tra Champions ed Europa League. E poi c'è un ultimo dato, ancora legato a Pioli. In questa stagione il Milan non potrà più battere il record di punti della stagione 2021/2022 conclusa a quota 86.