NAZIONALE

Politano, Barella e non solo: come gli azzurri si sono riscattati in Serie A dopo Bosnia-Italia

In gol anche Fagioli e Pellegrini, out nelle ultime convocazioni. Il rilancio di Di Gregorio, il guizzo di Fagioli, ma anche il brutto "record" di Zaniolo

di Paolo Borella

Con tanta delusione sulle spalle, il calcio italiano è faticosamente ripartito dopo la disfatta della nazionale in Bosnia. L'antidoto Serie A è stato in parte efficace sia per i tifosi, che hanno potuto allontanare i pensieri post Zenica concentrandosi sulle proprie squadre, sia per gli stessi giocatori azzurri. 

Il campionato ha infatti dato nuovi stimoli a chi non si è qualificato per il Mondiale americano e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nella 31esima giornata, ben cinque gol da parte dei giocatori presenti nell'ultima lista delle convocazioni: Mancini, Scalvini, Barella, Raspadori e Politano. 

Partendo dai difensori, il gol a San Siro di Mancini, tra i protagonisti dell'errore che ha portato all'espulsione di Bastoni in Bosnia, non è bastato per permettere alla Roma di portare a casa punti dal campo dell'Inter. Mentre Scalvini, addirittura in tribuna per la finale playoff dell'Italia, a Lecce ha aperto la strada per il 3-0 dell'Atalanta che ora crede nella qualificazione alle coppe europee. 

Barella ha tenuto alta la bandiera dei centrocampisti azzurri, con il secondo gol del suo campionato contro la Roma, ritrovando la via di una rete che gli mancava da ottobre. L'esultanza liberatoria con i compagni e il popolo nerazzurro racconta bene le difficoltà, anche a livello individuale, affrontate nell'ultimo periodo.

Un gol per dimenticare Dzeko e compagni anche per Politano, decisivo in uscita dalla panchina nel big match del Napoli contro il Milan, e Raspadori, in panchina negli impegni della nazionale, ma subito incisivo da subentrato con l'Atalanta. 

La rabbia degli esclusi dalle ultime convocazioni si è altrettanto riversata in campo: Fagioli ha trovato la perla di Verona che potrebbe risultare decisiva per la salvezza della Fiorentina, Pellegrini ha segnato un gol ininfluente all'Inter, mentre Di Gregorio è subentrato a Perin e parando il rigore a Martin ha blindato il risultato della Juventus contro il Genoa.

Zaniolo, in Udinese-Como, ha provato a dire la sua come unico italiano tra i 22 titolari in campo, "record" negativo che indica come il materiale a disposizione anche del futuro Ct non sarà certo così abbondante.

E se Pio Esposito è sbattuto su Svilar dopo il rigore sbagliato a Zenica, almeno il fratello Sebastiano non ha fallito dal dischetto nella sconfitta del Cagliari in casa del Sassuolo. Ci si consola così, con piccole sfumature azzurre nel cielo grigio che accompagna il calcio italiano.