tennis

La terza vita di Berrettini: dall'ipotesi ritiro alla rinascita a Montecarlo. "Mia miglior partita di sempre"

Matteo domina con Medvedev e sogna in grande dopo lo spettro del ritiro: "Mi sono reso conto che il tennis è la mia vita e la molla che mi spinge ancora"

Dopo Zverev nel 2025, oggi tocca a Daniil Medvedev. Matteo Berrettini l'ha fatto di nuovo e sul campo centrale di Montecarlo potrebbe essere iniziata la sua terza vita tennistica: il doppio 6-0 rifilato a un top10 del calibro del russo entra di diritto negli highlights della sua carriera: "Una delle mie migliori prestazioni di sempre", racconta "the hammer", come è soprannominato sul circuito. "È stata una partita strana: non mi aspettavo di vincere in questo modo. Ho giocato davvero bene e no mi aspettavo che lui trovasse così tante difficoltà. Si è visto che era uno dei suoi primi match della stagione su terra". Medvedev, per usare un eufemismo, non è certamente un amante della terra battuta ma il risultato ottenuto da Matteo è comunque clamoroso: basti pensare che nessuno in questo decennio era mai riuscito a rifilargli un doppio 6-0 sul rosso. 

La resilienza di Berrettini -

 Il tennista romano ha fatto della capacità di rialzarsi dopo gli infortuni una delle qualità più importanti nella sua carriera. Una sorta di rollercoster di emozioni e di classifica: dalla finale a Wimbledon nel 2021("Il punto più alto della mi carriera") e la 6esta posizione del ranking fino alla caduta, che, a marzo 2024, l'aveva portato a essere 142. Poi, con pazienza, dedizione e fatica il ritorno nei primi 30 a febbraio 2025 e la sensazione di essere tornato sui suoi livelli. Ma proprio sul più bello i soliti problemi fisici sono tornati a tormentare il classe '96, facendolo scivolare di nuovo fino alla 90esima posizione. Oggi Matteo, con pazienza sta provando a ricostruirsi una classifica che gli possa garantire almeno la partecipazione agli Slam. 

Dall'ipotesi ritiro alla rinascita -

 E nei periodi più bui sono affiorati anche dubbi nella mente di Berrettini: i continui infortuni lo hanno portato a pensare anche al ritiro. Oggi il peggio sembra essere alla spalle: "Mi sono reso conto che il tennis è la mia vita e la molla che mi spinge ancora. Dovevo solo cambiare le prospettive, adesso cerco di godermi ogni momento in campo, senza lasciarmi travolgere dalle pressioni".

"Ho bisogno di partite e fiducia" -

 Ora Matteo guarda al futuro con fiducia: "La realtà è che ho bisogno di partite come questa. Ho solo bisogno di un po' di tempo e di fiducia. Ovviamente spero di riuscire ad arrivare fino in fondo a questo torneo. Non ho mai dubitato di potermela giocare con i più forti". Contro Medvedev la vittoria che gli restituisce fiducia: "Il clic scatta quando ti rendi conto che i risultati sono il frutto di un percorso che stai portando avanti: chiaramente l’aspetto mentale conta molto, ma alla fine si torna sempre al punto di partenza. Pazienza e continuità".