NAZIONALE

Donnarumma in lacrime per l'Italia: "Mi sento responsabile, ma torneremo grandi"

Il capitano azzurro si commuove ripensando alla sfida in Bosnia: "Dispiace soprattutto per Buffon, Gattuso e Gravina. Premi? Solo un regalo, mai chiesto un euro"

© Getty Images

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È un Gigio Donnarumma quasi inedito quello visto nell'intervista rilasciata a Sky Sport. Il portiere della Nazionale, rientrato nel club con il Manchester City dopo la delusione della terza mancata qualificazione ai Mondiali di fila, si commuove ripensando ai giorni difficili dopo Bosnia-Italia

Prima di tutto ragionando sul grande rapporto con Gattuso, Buffon e il resto dello staff: "Ho avuto un rapporto stupendo con Gigi, mister e presidente. Mi dispiace soprattutto per quello, per loro. È normale che un po' ti senti responsabile per tutto quello che sta succedendo ora".

Una presa di coscienza che però passa anche dal bilancio degli ultimi anni, in cui comunque c'è stata la vittoria dell'Europeo del 2021, e lo sguardo al futuro su una Nazionale che deve per forza ripartire: "Bisogna andare avanti perché in questi anni oltre alle delusioni abbiamo fatto cose importanti. Ora bisogna reagire, è dura, ma bisogna andare avanti con forza e con la colpevolezza che l'Italia tornerà forte e tornerà grande".

Le ore appena dopo la sconfitta di Zenica sono state le più difficili: "Sono stati due giorni molto duri, faticosi, come per tutti gli italiani. Tutti noi tenevamo ad andare al Mondiale e giocarlo. Purtroppo non ci siamo riusciti e dobbiamo accettarlo, andiamo avanti. Fa molto male, veramente tanto. I primi giorni ho fatto fatica a metabolizzare, ma la verità è che bisogna ripartire, andare avanti, reagire. Ci sono quattro anni per un altro Mondiale, prima ci sono competizioni importanti come l'Europeo e la Nations League. Prima del Mondiale penseremo a questi grandi tornei e ripartiremo subito".

Sulle voci della richiesta di premi da parte dei giocatori per la qualificazione ai Mondiali, il capitano azzurro risponde così: "Sono rimasto ferito più che altro dai commenti e dalle parole che sono uscite. Da capitano, non sono mai andato a chiedere un euro alla Nazionale. Quello che fa la federazione, in tutte le competizioni, è fare un regalo ai giocatori che si qualificano per un torneo. Solo quello, nessuno di noi ha chiesto niente. Il nostro regalo era andare al Mondiale. Nessuno ha chiesto premi, era solo un regalo che la Nazionale fa se ci si qualifica o se si vincono determinati trofei".