Quando manca si sente. Quando rientra, altra musica. Troppo importante Hakan Calhanoglu per l'Inter. Il centrocampista nerazzurro, galvanizzato dalla conquista del pass per i Mondiali della sua Turchia, contro la Roma si è ripreso in tutto e per tutto il posto di comando delle operazioni ed è stata tutta un'altra storia. Calha è ordine e ampia visione del gioco, è esperienza e 'spietatezza' quando serve: la rete del 2-1 alla fine del primo tempo è stata tanto bella quanto importante a spezzare equilibri e partita. E magari a fine campionato sarà stato proprio quello il gol-scudetto.
Il suo contratto è in scadenza a giugno 2027 ma la dirigenza nerazzurra sta seriamente pensando a un rinnovo di un anno, nonostante gli infortuni che gli hanno fatto saltare 16 partite su 45 in questa stagione. "Per me non è stato facile quest’anno - ha detto Calhanoglu dopo la cinquina alla Roma - Ho avuto infortuni a coscia e polpaccio, che non ho mai avuto in carriera e che escono dopo le centinaia di partite che ho fatto. Devo gestire meglio, devo capire anche io cosa posso fare meglio. Però quando sto bene è tutto più facile". Più di un terzo di gare saltate eppure dieci gol all'attivo, di cui quattro da fuori. E quando l'Inter può contare su di lui è tutta un'altra storia. Lo sa bene il suo allenatore Cristian Chivu. Un addio di Calha a fine stagione sembrava scontato fino a qualche settimana fa, anche per le sirene di un ritorno in Turchia che suonano dalla scorsa estate. Ora però le prospettive sono cambiate: il Galatasaray non ha mai presentato offerte concrete e la dirigenza nerazzurra è ora pronta a parlare con il suo entourage: il rinnovo sarebbe comunque a cifre inferiori rispetto alle attuali (6,5 milioni netti).
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Calha, quando c'è altra musica: ora l'Inter pensa al rinnovo
Il contratto del turco è in scadenza a giugno 2027. Il richiamo del ritorno a casa è forte ma finora nessuna offerta concreta
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