MONTAGNA

Il futuro dell'arrampicata: "Tutto è lecito se ciò che ci piace fare non distrugge ciò che ci consente di farlo”

Online un docufilm che invita alla riflessione sulle prospettive della disciplina

di Stefano Gatti
© Karpos Ufficio Stampa

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Qual è il futuro dell'arrampicata? Oggi una risposta c'è, quantomeno un'ipotesi parecchio autorevole. È quella proposta e soprattutto argomentata da “The future of climbing”, il film pluripremiato con Cédric Lachat, ora disponibile sul canale Youtube di Karpos. Si tratta di una produzione ambiziosa che presenta storia e criticità della disciplina, invitando a riflettere sulle sue prospettive. “Tutto è lecito nella misura in cui ciò che ci piace fare non distrugge ciò che ci consente di farlo”.

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Dopo aver ottenuto dieci premi come miglior produzione ai film festival della montagna, il “futuro dell’arrampicata” - diretto da Guillaume Broust e distribuito da L’endroit films, è ora disponibile sul canale Youtube di Karpos, brand outdoor leader nel campo degli sport di montagna, dello sci e del ciclismo. Non si tratta dell’ennesimo dietro le quinte che racconta una nuova via o di un vlog della giornata tipo di Cedric Lachat, il protagonista-narratore. Piuttosto, di un prodotto destinato a lasciare il segno, mettendo in sequenza punti di vista differenti in una tavola rotonda virtuale tra atleti, professionisti ed esponenti delle organizzazioni locali.

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Il docufilm presenta le criticità associate alle falesie più importanti del pianeta: dal sovraffollamento ai danni ambientali causati da chi li frequenta, senza filtri e con una spiccata ironia. Senza dimenticare la pratica indoor, che dal boom delle palestre negli anni Novanta ha portato con sé infinite possibilità tecniche e nuove regole del gioco. Nel percorso presentato non esistono dualismi, ma due facce della stessa medaglia: le risposte sono lasciate allo spettatore.

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Quale sarà il futuro dell’arrampicata?
Mai come in questo caso, il verdetto sta forse nel mezzo!

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