
Tra caldo, fatica e mal di schiena, Sinner batte Machac anche grazie a una pastiglia
Fondamentale il medical time out nel corso del terzo set quando Jannik si sentiva "fiacco" e non riusciva a concentrarsi

Alla fine Jannik Sinner ce l'ha fatta, ma la partita contro Tomáš Machac che l'ha mandato ai quarti di finale del Master 1000 di Montecarlo a un certo punto sembrava potergli scappare via. Dopo un primo set dominato (6-1), il tennista azzurro nel secondo parziale ha avuto un calo vertiginoso.
Mal di schiena -
Un passaggio a vuoto quasi inspiegabile che ha mandato il suo avversario avanti di due break. Sinner in quei minuti è sembrato sofferente: spesso tra un punto e l'altro provava a distendere i muscoli della schiena per cercare un po' di sollievo. Poi il secondo set è scappato via al tie break, costringendo Jannik a giocarsi la partita al terzo.
Fattore calore -
La partita si è dunque allungata e anche la temperatura ha iniziato a diventare un fattore. Entrambi i giocatori nel corso del terzo hanno dovuto richiedere un medical time out. In quello di Sinner un dettaglio in particolare ha catturato l'attenzione: la pastiglia, probabilmente un integratore, che l'italiano ha ingerito per provare a recuperare forze. Jannik infatti parlando con il medico ha detto di sentirsi "fiacco". Un problema probabilmente dovuto al caldo e dalle fatiche accumulate nelle ultime, intense, settimane.
"Un calo ci sta" -
Anche lo stesso Sinner nell'intervista post partita ha spiegato la situazione: "Oggi non è stato facile, mi sono trovato in una situazione complicata, senza tanta preparazione, ero un po' in difficoltà. Non è stato facile, però sono felice di aver lottato e di poter andare avanti, avendo trovato una strada per vincere. Ho bisogno di giocare meglio in certe situazioni, ma so che ogni giorno è diverso", ha aggiunto Sinner. "Ci sta di avere un calo a volte, mi sono anche allenato tanto in questi giorni, in base alle giornate disponibili. Sono felice di mettermi in gioco, posso alzare il livello di certo anche se non è detto che lo farò".
Non penso al numero 1 -
Quanto alla lotta per il numero 1 Atp "fa parte del gioco, la corsa e tutto quello che ne consegue, ma sia Alcaraz che io siamo consapevoli della situazione di entrambi, non c'è molto da dire oltre questo. Non mi sono nemmeno messo in testa di rincorrere il numero 1, altrimenti giocherei anche la prossima settimana, cosa che non farò. Qui gioco perché sono a casa e perché l'allenamento migliore è la partita. Così dopo sapremo dove dobbiamo e possiamo lavorare. Sia lui che io giochiamo per i titoli, la classifica è secondaria, i tornei più importanti saranno Parigi e Wimbledon".
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