L'INTERVISTA

Pio Esposito: "Dopo la Bosnia ero sotto terra, ma non smetterò di calciare i rigori"

L'attaccante nerazzurro ottimista per lo scudetto allontana giudizi e paragoni: "C'è molta esagerazione, ma non ho colpe: mai detto di valere 100 milioni o essere un fenomeno"

"Ho faticato a metabolizzare la delusione. Non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra". Così Francesco Pio Esposito riflette, a distanza di quasi due settimane, su Bosnia-Italia in un'intervista al Corriere della Sera

L'attaccante classe 2005 ha ripreso il proprio cammino con l'Inter, ma la delusione della Nazionale non qualificata al Mondiale per la terza volta consecutiva è difficile da allontanare. Anche perché proprio Pio aveva sbagliato il primo rigore a Zenica: "Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici e la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò".

Il retroscena sul primo penalty in Bosnia è presto svelato, con il nerazzurro che ha confermato di aver chiesto a Gattuso di tirare il rigore d'apertura: "Quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo. Mi sentivo sicuro, poi è andata male". 

Pio poi riflette sul gruppo azzurro: "La squadra ha dato l'anima, per la maggior parte della gara con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato: l'Italia ha l'obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità".

Nove gol e sei assist in stagione con l'Inter, ma il giovane attaccante vuole migliorare ancora: "Faccio molta autocritica, penso sia positivo. Il salto è stato gigantesco e c'è esagerazione nei commenti. Io però non ho colpe: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni". 

Sulla lotta scudetto, è invece fiducioso dopo il successo sulla Roma: "Ci voleva una prova convincente come quella, oltre alla vittoria. C'è ottimismo e ci crediamo al massimo".