Massimo Stano e Sofia Fiorini saranno i due azzurri più attesi nei campionati mondiali a squadre di marcia, che si disputeranno domenica 12 aprile a Brasilia, primo grande evento internazionale dopo l'introduzione da parte di World Athletics delle due nuove distanze, i 21.097 km tipici della mezza maratona, e i 42.195 km della maratona, ennesima rivoluzione che tanto ha fatto discutere i puristi e gli appassionati della specialità, anche perché solamente la prima avrà poi un futuro a livello di CIO, in quanto nelle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028 è prevista solo la gara sulla distanza più breve.
La squadra italiana, composta da 25 elementi di cui 13 uomini e 12 donne, dopo essere arrivata in Brasile a San Paolo la scorsa domenica al fine dell'indispensabile adattamento al caldo afoso e al fuso orario differente di 5 ore rispetto all'Italia, si è poi trasferita ieri nella capitale che si trova a circa 1200 metri di altitudine, aspetto questo che oltre a limitare la possibilità di prestazioni cronometriche di rilievo, potrebbe condizionare atleti non abituati a ritiri su alte quote, ideali invece per l'allenamento.
LE GARE SUI 42,195 KM
Stano, campione olimpico di Tokyo 2021 nella 20 km e mondiale di Eugene 2022 nella 35 km, è sicuramente l'azzurro dai più alti contenuti tecnici, anche se certamente non nella miglior condizione della vita in quanto reduce da un lunghissimo stop di circa 10 mesi dal giugno dell'anno scorso, per una lesione al bicipite femorale che gli ha precluso la possibilità di partecipare ai mondiali di Tokyo 2025.
Il 34enne marciatore pugliese aveva peraltro nella passata stagione mostrato una grande condizione, in particolare nell'occasione del record del mondo nella 35 km con 2h20'43 agli Europei a squadre di Podebrady, e la sua presenza sarà fondamentale nell'ottica della manifestazione che si basa soprattutto sulla classifica a squadre, dove si terrà conto dei tre migliori piazzamenti tra gli atleti iscritti di ogni nazione, e insieme a lui potranno contribuire in particolare Riccardo Orsoni, reduce dall'eccellente ottavo posto nella 35 km alla rassegna iridata in Giappone, Andrea Agrusti, primo campione italiano di maratona nell'evento di gennaio, ma anche Stefano Chiesa e Aldo Andrei, uno dei debuttanti nella nazionale assoluta.
Tra i principali avversari internazionali il giapponese Hayato Katsuki, bronzo mondiale della 35 km, lo svedese Perseus Karlstrom e il tedesco Christopher Linke.
Nella prova femminile le azzurre saranno invece quattro, a iniziare dal volto emergente della figura emergente della marcia femminile italiana, la 21enne Fiorini, autrice di un inizio dell'anno ad alti livelli, con la doppietta tricolore a livello assoluto sia nei 42,195 km con l'ottimo crono di 3h27'19 in una giornata di fine gennaio contraddistinta da un forte vento unito al diluvio, che nei 21,07 km di marzo dominati ancora una volta senza problemi con un altro eccellente tempo di 1h34'20, senza dimenticare la migliore prestazione italiana promesse nei 3000 indoor di Ancona con 12'12"41, a dimostrazione di una notevole adattabilità su ogni genere di distanza.
Le sue compagne saranno Federica Curiazzi, Lidia Barcella ed Eleonora Giorgi, atleta quest'ultima che vanta un bronzo mondiale a Doha nel 2019 sui 50 km, mentre tra le atlete internazionali massima attenzione per l’ecuadoriana Paula Torres, bronzo iridato a Tokyo 2025 della 35 km, e la brasiliana Viviane Lyra
LE GARE SUI 21,097 KM
Francesco Fortunato sarà l'uomo di punta della formazione maschile italiana, forte del record mondiale sui 5.000 indoor con 17'54'48 ad Ancona, con nel suo palmares un oro mondiale ad Antalya nella staffetta mista insieme a Valentina Trapletti, nella stessa stagione 2024 del bronzo europeo di Roma, ma un buon contributo di punti potrebbe essere dato anche da Andrea Cosi, Gianluca Picchiottino, senza dimenticare Michele Antonelli oltre che il non ancora ventenne Giuseppe Disabato, anche lui debuttante in nazionale assoluta dopo quattro stagioni di fila sui podi internazionali giovanile.
Favorito della prova è il brasiliano, atleta di casa, Caio Bonfim, argento olimpico a Parigi nella 20 km, che sarà sfidato soprattutto dal giapponese due volte iridato Toshikazu Yamanishi, ma ci saranno anche gli spagnoli Paul McGrath, bronzo a Tokyo, Diego Garcia Carrera e il canadese Evan Dunfee, oro mondiale della 35 a Tokyo, in quella che appare essere la gara più interessante tecnicamente della manifestazione.
Al femminile l’Italia schiera una formazione profondamente rinnovata, in virtù delle assenze di Antonella Palmisano, Valentina Trapletti e di Alexandrina Mihai, con Nicole Colombi, Giulia Gabriele, Michelle Cantò, Elisa Marini e Giulia Miconi, anche queste ultime due al debutto con la maglia azzurra assoluta.
Assente la bicampionessa del mondo, la spagnola Maria Perez, favorita d'obbligo la peruviana Kimberly Garcia, due volte d’oro ai Mondiali nel 2022, che se la dovrà vedere in particolare con la cinese Ji Haiying.
LE GARE GIOVANILI SUI 10 KM
Nelle prove riservate agli under 20 nessuna novità regolamentare per cui si rimane fedeli ai classici 10 km dove la squadra femminile italiana schiererà Serena Di Fabio, Valentina Adamo e Francesca Buselli, mentre quella maschile Alessio Coppola, Nicolò Vidal e Cristian Cecchetto, quest'ultimo allievo di soli 16 anni.
GLI ORARI DELLE GARE (ORA ITALIANA DOMENICA 12 APRILE)
11.45 maratona uomini e donne
12.15 10 km under 20 uomini
13.15 10 km under 20 donne
16.05 mezza maratona uomini
17.50 mezza maratona donne
IL PERCORSO
Si gareggerà su un circuito di due chilometri per la maratona e uno per la mezza nell’Eixo Monumental, la strada principale di Brasilia, con partenza e arrivo nei dintorni della Catedral Metropolitana e del Museu Nacional da República.
LA STORIA
L’edizione 2026 rappresenta la trentunesima della manifestazione e conferma l’evoluzione di una competizione che, pur mantenendo forte il suo spirito tradizionale, ha saputo adattarsi ai cambiamenti tecnici e sportivi della disciplina.
La storia affonda le sue radici nel 1961, quando a Lugano si disputò la prima edizione della allora “Coppa del mondo di marcia”, competizione riservata solo agli uomini che rappresentava uno dei pochi momenti di confronto internazionale per una disciplina spesso ai margini rispetto alle gare su pista.
Un passaggio fondamentale è avvenuto nel 1979, quando a Eschborn vennero introdotte le gare femminili, segnando un importante passo verso l’uguaglianza di genere nell’atletica leggera e, successivamente, nel 2004, sono state inserite anche le competizioni per le categorie giovanili, ampliando ulteriormente la portata dell’evento e contribuendo alla crescita di nuovi talenti.
Dal 2016 Per oltre cinquant’anni la manifestazione è stata conosciuta come Coppa del mondo di marcia, prima di assumere nel 2016 proprio a Roma, l’attuale denominazione di Campionati del mondo a squadre, scelta che riflette meglio la natura collettiva della competizione, in cui è più rilevante la classifica a squadre piuttosto che il titolo individuale assegnato al vincitore di ogni prova.