Tre partite ancora senza Lautaro. Anzi, almeno tre: Como, Cagliari e ancora Como, quest'ultima semifinale di Coppa Italia. Ma dare per certo il rientro del capitano nerazzurro contro il Torino ora come ora è prematuro: non si tratta di una recidiva, è vero, ma il muscolo interessato è sempre lo stesso e il polpaccio, si sa, difficilmente fa sconti. Passo dopo passo, dunque, giorno dopo giorno: c'è da attendere sino almeno alla metà della prossima settimana, per vedere come il muscolo dell'attaccante argentino reagirà alle terapie di questi giorni.
Di certo una bella botta per l'Inter, anche perché il primo ostacolo da superare è decisamente alto: contro il Como di Fabregas serve innanzitutto il contributo, non solo tecnico, dei 'senatori' nerazzurri. La reazione morale deve arrivare dagli altri leader dello spogliatoio, da Calhanoglu e Thuram, passando per Barella, Dimarco, Dumfries e Acerbi, tanto per citare i principali indiziati. E' questo, più che mai, il loro momento, insomma.
Una missione che Calhanoglu si è già apertamente presa sulle spalle: "Quando non c’è manca (Lautaro, ndr), sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c’è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma".
Il suo, di carisma, non è mancato di certo contro la Roma. Domani servirà rivederlo nuovamente, al Sinigaglia:"É ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora" ha dichiarato in una intervista a La Repubblica. "Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile". Così, dunque, per ritrovare tra venti giorni anche il capitano potendo guardare ancora tutti dall'alto al basso.