
Elezioni Figc, bivio Serie A: Malagò verso la candidatura, così voteranno i club
L'assemblea di Lega Serie A decide il proprio candidato alla presidenza Figc dopo Gravina. Malagò favorito

L'assemblea della Lega Serie A convocata per oggi rappresenta un passaggio decisivo per il futuro del calcio italiano, chiamato a individuare il successore di Gabriele Gravina in Federazione verso il voto del 22 giugno. Il massimo campionato pesa "solo" per il 18% ma ovviamente la posizione dei club di A sarà un indicatore decisivo. Al centro del dibattito c'è la figura di Giovanni Malagò, la cui candidatura alla presidenza della Figc sarà confermata alla conta dei voti.
Il nome dell'ex numero uno del Coni è sostenuto dalla maggioranza dei club ma vorrebbe un sì convinto della Serie A, cosa che avverrà perché le indiscrezioni parlano di 14-15 voti su 20 già sicuri con la prospettiva, dopo oggi, di arrivare anche a quota 18 nonostante qualche resistenza fronte Lotito.
La compattezza della Serie A sarà fondamentale anche perché le altre componenti in Figc suggeriranno altri nomi tra cui quelli di Giancarlo Abete, ovviamente forte in quota Lega Dilettanti di cui è presidente dal 2022 ma che ancora non è uscito allo scoperto (e maggiormente gradito al Governo rispetto a Malagò), quelli di Demetrio Albertini e Damiano Tommasi, sostenuti da Assocalciatori e Assoallenatori mentre Adriano Gallaini si è sfilato. E poi c'è 'l'ombra dei campioni del passato' che resta densa sopra via Allegri. Figure del calibro di Alessandro Del Piero, Paolo Maldini e Roberto Baggio vengono evocate non solo come garanti d'immagine, ma come potenziali dirigenti operativi.
Mentre la politica sportiva cerca un equilibrio, resta aperta la ferita tecnica della Nazionale, attualmente affidata pro tempore a Silvio Baldini per i test di giugno. Il nuovo presidente dovrà sciogliere immediatamente il nodo del commissario tecnico: se da un lato restano caldi i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini, dall'altro cresce l'interesse per profili emergenti come Daniele De Rossi, senza escludere l'esperienza di Claudio Ranieri o Gian Piero Gasperini.