
Inter, scudetto e quota 100. E il Milan ringrazia i cugini...
La consueta rubrica sul campionato del nostro Matteo Dotto

La splendida partita in riva al lago cuce probabilmente il 21esimo scudetto sulla maglia dell’Inter e blinda la zona Champions del Milan: in caso di sconfitta (e il Como era avanti 2-0 fino allo scadere del primo tempo…) i punti di vantaggio dei nerazzurri sul Napoli si sarebbero ridotti a 6 e soprattutto il Milan si sarebbe trovato con sole tre lunghezze di vantaggio sul quinto posto: terzo con 63 punti, con il Como a 61 e la Juventus a 60. E con il confronto diretto con i bianconeri in programma tra due settimane.
CENTO – Il poker nerazzurro al Sinigaglia consente all’Inter di toccare quota 100 gol in stagione: 75 in campionato, 17 in Champions, 7 in Coppa Italia e 1 in Supercoppa di Lega. Da quando la Serie A è tornata a 20 squadre (2004-05) solo una volta dopo 32 giornate l’Inter aveva segnato di più: nel 2023-24, anno della doppia stella, quando i gol erano 77.
MOMENTI – E’ la seconda volta in stagione che l’Inter rimonta e vince dopo essere andata in doppio svantaggio. Il precedente a San Siro contro il Pisa alla 22esima giornata, da 0-2 a 6-2. Fondamentale il gol di Thuram che nel recupero del primo tempo ha permesso ai nerazzurri di arrivare al 2-1. Momento e importanza che riportano al supergol della settimana scorsa di Calhanoglu in casa contro la Roma: il siluro del momentaneo 2-1 dopo che Mancini aveva pareggiato la rete di Lautaro.
SVEGLIA – Dopo un lungo periodo di flessione e qualche guaio fisico di troppo, è tornato il vero Thuram: gol contro la Roma e doppietta decisiva a Como. Centrata la doppia cifra in campionato per la terza stagione consecutiva, adesso sono 15 in stagione le reti complessive del francese, come nel suo primo anno interista. E con almeno sette partite davanti (sei di campionato una – e forse due – di Coppa Italia) Thuram può superare quota 18 del 2024-25. Si è svegliato Thuram ed è tornato il vero Dumfries, assente per infortunio la bellezza di 16 partite. L’olandese non segnava in campionato dal 31 agosto dell’anno scorso (Inter-Udinese 1-2) e firma così la sua prima doppietta in Serie A. Di doppiette ne aveva segnate altre due in precedenza entrambe nella scorsa stagione ma in Supercoppa (Inter-Atalanta 2-0) e Champions League (Barcellona-Inter 3-3).
RECORD - Unico a sorridere nel Napoli che al Tardini ha perso l’occasione di tenere vivo il campionato, lo scozzese Scott McTominay. A Parma ha firmato il 12esimo centro stagionale (8 in campionato e 4 in Champions League) ed è – mancando sei partite – a un passo dal suo primato assoluto stabilito lo scorso anno sempre in maglia azzurra quando fu protagonista dello scudetto con 12 reti più una in Coppa Italia. Con il Manchester United era arrivato a un massimo di 10 gol proprio nella sua ultima annata a Old Trafford (7 in Premier, 2 in FA Cup e 1 in Champions).
PARAGONI – L’ennesima sconfitta di un mese da soli 3 punti su 12 (vittoria casalinga contro il Torino e sconfitte in casa di Lazio e Napoli e a San Siro contro l’Udinese) fa scattare in casa Milan l’allarme Champions che verrà. Certo il trend preoccupa, ma il vantaggio sulla quinta in classifica (sceso grazie all’Inter solo da 6 a 5 punti) rassicura mentre il calendario presenta per le ultime sei giornate solo un confronto diretto (domenica sera 26 aprile al Meazza contro la Juventus), un’impegnativa gara casalinga con l’Atalanta e quattro sfide con squadre ormai senza obiettivi di classifica (Verona, Genoa e Sassuolo fuori casa e Cagliari a San Siro per la chiusura stagionale). Quota 63 dopo 32 giornate di campionato rappresenta comunque quasi una media di due punti a partita e, casualmente, combacia con il numero di punti raccolto nell’intero torneo scorso che valse ai rossoneri un anonimo ottavo posto. Preoccupa semmai il dato relativo ai gol fatti: solo 47 in 32 partite a conferma dell’annata nera degli attaccanti di Allegri. Lo scorso torneo (con una difesa dal rendimento di gran lunga peggiore rispetto a quello attuale) alla 32esima giornata erano state quattro in più (51) e 61 in totale a fine campionato.
BUIO – Ovviamente colpisce l’entità della sconfitta di sabato contro l’Udinese. Uno 0-3 del genere, derby a parte, non si registrava dal 23 gennaio 2021 quando l’Atalanta di Gasperini travolse con lo stesso punteggio il Milan di Pioli con le reti di Romero, Ilicic su rigore e Zapata. Mai peraltro in carriera (neppure alla guida del Cagliari) Max Allegri aveva rimediato una sconfitta casalinga così pesante. E mai nella sua storia l’Udinese (che in casa del Milan aveva conquistato in precedenza altri sei successi) aveva battuto a domicilio i rossoneri con più di un gol di scarto.
CRESCITA – A proposito del colpaccio friulano in casa Milan, continua a stupire l’Udinese e continua a migliorare il mister più “misterioso” del calcio italiano: Kosta Runjaic, tedesco nato a Vienna da genitori croati con una brillante carriera da allenatore in Polonia e che non spiccica una parola d’italiano. L’anno scorso al suo debutto in A alla guida dei bianconeri aveva conquistato un tranquillo 12esimo posto con 44 punti. Adesso – quando mancano sei giornate alla fine – la sua Udinese è decima a quota 43 e dunque con ampissimi margini di miglioramento. Tra i tanti meriti gli ascriviamo: 1) il rilancio di Zaniolo dopo stagioni disastrose; 2) l’esplosione dell’attaccante inglese Davis, già a 10 gol, e del centrocampista olandese Ekkelenkamp, entrambi pezzi pregiati del mercato che verrà; 3) la conferma del difensore centrale francese Solet a breve destinato a piazze più prestigiose.
RICORDI AZZURRI – De Rossi batte Grosso 2-1 con il Genoa di DDR che ipoteca la salvezza, sale a quota 36 punti e mette nel mirino i neroverdi emiliani che di punti ne hanno 42. De Rossi e Grosso sono gli unici “mundialisti” di Germania 2006 ad allenare in Serie A. Gilardino a Pisa è stato sostituito (senza apprezzabili risultati) da Hiljemark. Con lui in attesa di una panchina ci sono Gattuso, dopo l’esperienza azzurra, e Nesta. A spasso anche, da “secondo”, Simone Barone che a inizio stagione era il vice di Nicola alla Cremonese. E’ il vice di Silvio Baldini in Under 21, invece, Andrea Barzagli. L’unico dei ragazzi di Lippi all’opera in Serie B è Pippo Inzaghi che a Palermo – a questo punto verosimilmente ai playoff – cercherà la sua terza promozione in A dopo quelle ottenute alla guida di Benevento e Pisa. Due fanno gli allenatori in Serie D: Amelia (Sondrio) e Oddo (Milan Futuro). Due i “giramondo” in attività: Pirlo (che allena lo United di Dubai nella B degli Emirati Arabi) e Camoranesi (dirige l’Anorthosis a Cipro dopo aver lavorato in Messico, Argentina, Slovenia e Malta). E poi c’è uno che proverà la missione (praticamente impossibile…) di vincere il Mondiale da CT dopo averlo vinto da calciatore (e capitano): Fabio Cannavaro, pronto a guidare l’Uzbekistan tra due mesi nella rassegna iridata 2026.
© Getty Images
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